24 agosto 2019
Aggiornato 18:00

Milan brutto e vincente: ci pensano i gemelli del gol

Vittoria sofferta - decisamente troppo - quella conquistata dal Milan contro i ruvidi croati. In vantaggio con un gran gol di Silva, i rossoneri raddoppiano con Musacchio a inizio ripresa. Poi il black out e nei 10 minuti finali il Rieka raggiunge un pareggio incredibile. Ci pensa nei minuti di recupero Cutrone a salvare la panchina di Montella, ma così proprio non va.

La pazza gioia dei rossoneri dopo il gol vittoria di Cutrone
La pazza gioia dei rossoneri dopo il gol vittoria di Cutrone ANSA

DONNARUMMA - Partita complicata per Gigione, impegnato appena un paio di volte per i primi 80 minuti, poi il tracollo della sua difesa. Sul primo gol paga dazio con un’incertezza vitale che consente ad Acosty di metterla dentro. Poi tenta il miracolo sul rigore del 2-2, ma non gli riesce. 5,5

MUSACCHIO - Nel primo tempo sembra discretamente sfasato, poi segna il gol del 2-0 e di fatto merita la sufficienza. Caliamo un velo pietoso sulla prova complessiva del reparto perchè altrimenti i 2 fioccherebbero. 6

BONUCCI - Cosa succede a colui che non più tardi di due mesi fa era considerato uno dei tre difensori centrali più forti al mondo? Anche contro il Rijeka alterna lanci geniali e aperture efficacissime a buchi clamorosi in difesa, come quello che aziona Acosty per il gol del 2-1. Forse, dopo aver mandato via il preparatore atletico, al Milan ci si dovrebbe concentrare sull’operato del motivatore di Bonucci. 4,5

ROMAGNOLI - Partita appena appena decente, almeno fino al 90’. Poi il buio. Inspiegabile la leggerezza che è costata il rigore e che avrebbe potuto rappresentare l’inizio ufficiale della crisi rossonera. Per fortuna lì davanti c’è Cutrone. 4,5

ABATE - Partita senza infamia e senza lode. Ma visto il livello degli avversari ci si aspettava decisamente di più. 5,5

KESSIÈ - Leggero passo in avanti dell’ivoriano, ma rispetto alla prestazione offerta contro la Sampdoria ci voleva davvero poco. L’ex atalantino si limita a svolgere il compitino, senza strafare e soprattutto senza commettere gravi errori. Esce a 20 minuti dalla fine. 6

LOCATELLI - Non ci siamo. Il vero Locatelli, il giovane brillante e sfacciato che aveva incantato durante la scorsa stagione, sembra essere evaporato sotto i riflettori di San Siro. Sempre pressato da Pavicic e Pulijic non riesce mai trovare la posizione e Bonucci è costretto a scavalcarlo puntualmente per impostare l’azione. Al Milan serve un regista di ben altra caratura. 5

CALHANOGLU - Primo tempo di sofferenza, picchiato selvaggiamente dai fabbri croati. Alla fine esce e non rientra nella ripresa. 5,5

BORINI - Corre tanto e, almeno fino al minuto 94, non azzecca una giocata. Poi nella confusione più totale di tutti i suoi compagni di squadra, prende palla sulla sinistra, la porta in giro apparentemente senza meta, fin quando non dipinge un arcobaleno lussuoso che finisce sul piede sinstro di Cutrone solo davanti al portiere. Bravo per la costanza, l’impegno e il coraggio di una giocata del genere. 6,5

ANDRÈ SILVA - Il suo gol, il 6° in Europa League, è un concentrato di forza fisica, classe, tempismo e potenza. Già per questo meriterebbe di giocare sempre, anche in campionato. Per il resto si impegna tanto, ma con Cutrone ancora non riesce a dialogare granchè. 7.5

CUTRONE - Cerca il gol con impegno, corre e si sbatte tanto ma anche lui soffre la fisicità dei ruvidi e spigolosi difensori croati contro cui non riesce a vincere un duello fisico. Poi però si illumina, da predestinato qual è, e trasforma in oro un assist prezioso di Borini in pieno recupero. Se il Milan non è sprofondato in una crisi forse irreversibile il merito è del suo baby bomber. E chissà che il gol di Cutrone non possa rappresentare lo switch della stagione rossonera. Lo scopriremo domenica contro la Roma. 7

BONAVENTURA - Inizia con un buon piglio, poi cala alla distanza fin quando non si spegne definitivamente. Decisamente il miglior Bonaventura sembra ancora piuttosto lontano. 5,5

SUSO - s.v. 

JOSÈ MAURI - s.v.

MONTELLA - Un Milan così brutto non si può più tollerare. Che sia un problema di resistenza fisica o di tenuta mentale ancora non è chiaro. Di sicuro le responsabilità di questo spettacolo tutt’altro che apprezzabile sono sue e di nessun altro. A complicare il quadro generale c'è da registrare una permeabilità difensiva preoccupante, a cominciare da quello che doveva essere il leader e condottiero della squadra, capitan Bonucci. È arrivato il momento che Montella faccia capire di avere ancora in mano la squadra, la partita con la Roma è l’occasione giusta. 5