26 aprile 2019
Aggiornato 14:30

Milan: Kessie l’instancabile si stancherà

Le prestazioni del centrocampista ivoriano sono ottime e la sua tenuta fisica invidiabile, ma cosa accadrà quando l’ex atalantino avrà una flessione?

Franck Kessie, prima stagione al Milan
Franck Kessie, prima stagione al Milan ( ANSA )

MILANO - Franck Kessie è certamente uno dei punti di forza del nuovo e rinnovatissimo Milan: tecnica, fisico, personalità e tanto, tanto fiato in corpo. Il centrocampista ivoriano si sta imponendo come roccia ed elemento imprescindibile della formazione di Montella, vincitrice di 4 partite su 5 in campionato e 5 su 5 in Europa fra preliminari e prima giornata del girone di qualificazione. Inoltre, Kessie ha messo anche a segno due reti, entrambe su calcio di rigore, dimostrandosi cecchino infallibile dal dischetto, un’arma in più al suo già invidiabile bagaglio. Eppure anche lui non può essere bionico, anche lui dovrà tirare il fiato, prima o poi, anche lui dovrà subire la rotazione attuata finora da Montella, per non arrivare nel momento decisivo della stagione (marzo-aprile) con la lingua di fuori e le gambe piantate.

Che fare senza di lui?

Il problema è che togliere Kessie indebolirebbe il centrocampo, soprattutto per la mancanza di un’alternativa all’altezza dell’africano: Montella ha infatti chiesto per tutta l’estate un ricambio in quella zona, ma le trattative per Renato Sanches e compagni sono naufragate, lasciando come unico sostituto di Kessie quel Josè Mauri che non sembra ancora pronto per giocare a certi livelli e che dopo il primo ottimo anno a Parma ha palesato ancora immaturità fra la prima stagione al Milan ed il prestito dell’anno scorso ad Empoli dove ha giocato poco e niente nonostante la mediocrità dell’organico toscano. Il Milan gioca una partita ogni 3-4 giorni, Kessie è indubbiamente elemento imprescindibile, ma anche lui potrebbe subire una squalifica o molto più semplicemente dover tirare il fiato per un paio di gare; a quel punto starà alla fantasia di Montella far giocare la sua squadra senza l’ivoriano e senza avvertirne troppo il peso della sua assenza, evidenziando forse l’unica falla di un calciomercato quasi perfetto.