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Milan, Montella, Raiola: Fassone ne ha per tutti

All’indomani della pesante battuta d’arresto subita dal Milan sul terreno della Lazio, l’amministratore delegato rossonero non nasconde la sua delusione: «La sconfitta mi ha sorpreso ma Montella non è in discussione». Inevitabile anche l’ennesima frecciatina a Mino Raiola e un’analisi a tutto campo sul futuro del club.

Fassone e Montella domenica all'Olimpico
Fassone e Montella domenica all'Olimpico (ANSA)

MILANO - Quando parla Marco Fassone, neo amministratore delegato dell’Ac Milan, è sempre il caso di prestare grande attenzione alle sue parole. Mai banale, sempre attento ai dettagli e preciso nelle sfumature dialettiche, gentile ed educato nei modi, l’ex dirigente di Inter, Juve e Napoli è diventato in brevissimo tempo il nuovo idolo della tifoseria rossonera e il punto di riferimento di tutti i fans del diavolo.
Ovvio che le sue parole, all’indomani della pesante mazzata subita per mano della Lazio all’Olimpico, abbiano richiamato l’attenzione di tutti.

La delusione
Ospite del Corriere dello Sport, Fassone non ha nascosto la sua delusione dopo la prestazione inspiegabile della squadra a Roma: «La sconfitta con la Lazio ci ha sorpreso ma siamo ancora una squadra in discussione. Non posso dire che questa battuta d’arresto abbia minato le nostre certezze, ma certo qualche dubbio ci è venuto. Sappiamo che le scon­fitte fanno parte di un progetto di crescita, magari però non di queste dimensioni. Ecco perché quando mi hanno inquadrato in tribuna dopo il 4-0 avevo quell'espressione terribile».
Colpe di tutti, prima di tutti dell’allenatore, che però l’ad rossonero non considera a rischio: «Montella non lo abbiamo mai messo in discussione, tanto che sarebbe rimasto anche senza la qualificazione in Europa League. Ha grandi doti gestionali del gruppo».

Progetti futuri
L’aspetto importante a questo punto è rassicurare il popolo rossonero su quello che potrebbe essere il futuro del club, anche in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi: «Ovvio che ci sia un piano economico che va di pari passo con quello sportivo. L’obiettivo è la zona Champions League, vogliamo conquistarla per poi crescere ancora e vincere. Non riuscirci, però, non sarebbe un dramma. Alla Uefa ho presentato anche dei piani che non prevedono la partecipazione alla Champions e quindi 40 milioni in meno di ricavi. Se arriveremo ‘solo’ in Europa League non chiuderemo la baracca, ma non nascondiamo che gli azionisti ci hanno chiesto di tornare subito a giocare la coppa più prestigiosa. Corsa Champions? Juventus e Napoli hanno qualcosa in più delle altre perché sono solide e collaudate. La corsa va fatta su Inter, Roma e Lazio che mi sembrano più alla nostra portata come rose. Se cresciamo come squadra, possiamo dar fastidio a tutti. Per quanto riguarda l’Europa League, per noi è una competizione importante, anzi prioritaria. Non la faremo schierando le riserve perché vogliamo arrivare il più lontano possibile e migliorare il nostro ranking. Se da febbraio avremo un po’ di fortuna nei sorteggi…».

Da Mino a Gigio
Chiusura d’obbligo dedicata a quello che sembra essere diventato il nemico numero uno di via Aldo Rossi, il procuratore italo-olandese Mino Raiola, protagonista domenica sera di un’altra uscita poco cordiale nei confronti del nuovo Milan cinese: «Mi è dispiaciuto che abbia detto certe cose - le parole di Marco Fassone -. Raiola è l’agente di Donnarumma, ma anche di Bonaventura, Abate e altri giovani. Ammetto però che Mino è coerente e questa sua s­fiducia l’ha espressa ­fin da aprile perché vede come oscuro e nebuloso il futuro del club. Gli ho spiegato il nostro progetto che si svilupperà in 4-5 anni. Dalle sue ultime frasi deduco che, nonostante gli investimenti, nutre ancora perplessità, ma sono felice che Gigio abbia scelto di rimanere: vuol dire che lui ci crede».