6 giugno 2020
Aggiornato 22:30
Calcio | Nazionale

Lazio-Milan, anatomia di una rivoluzione

Le due squadre si ritrovano all’Olimpico a distanza di quasi 7 mesi dall’ultimo confronto finito sull’1-1 al termine di una partita dominata dalla Lazio. Di quel Milan però sono rimasti solo 3 calciatori e anche i biancocelesti sono cambiati tanto.

Il gol vittoria di Suso contro il Cagliari
Il gol vittoria di Suso contro il Cagliari ANSA

MILANO - Era il 13 febbraio, vigilia di San Valentino, e una delle versioni del Milan più brutte viste negli ultimi anni riusciva a venir fuori indenne dallo stadio Olimpico dopo essere stato letteralmente preso a pallate dalla brillante Lazio di Simone Inzaghi. Allora ci pensò Suso, con un’invenzione formidabile arrivata al tramonto del match, a sistemare le cose e a consentire a Montella di tornare a Milano con un punticino, misero ma quando mai importante vista la crisi di quel momento.

Rivoluzione
Da allora non sono passati neppure 7 mesi ma sembra un secolo fa. Di quel Milan i pochissimi reduci sono soltanto 3, appunto Suso, il titolarissimo Donnarumma e Ignazio Abate che probabilmente troverà posto in squadra solo grazie all’infortunio subito da Conti con la maglia della Nazionale. 
Tutti gli altri saranno nuovi, a conferma dell’autentica rivoluzione avvenuta in via Aldo Rossi in questi ultimi mesi. Per la cronaca, tra le tante novità rossonere un posto speciale lo merita Lucas Biglia, che quel 13 febbraio c’era, ma indossava la maglia biancoceleste e la fascia di capitano della Lazio.

Nuovo Milan
Era un Milan scadente, nel quale trovarono posto nell’undici titolare giocatori attualmente confinati in panchina o addirittura ceduti come Gustavo Gomez, Zapata, Vangioni, Poli, Ocampos etc. etc. 
Al loro posto Vincenzo Montella, nel match in programma domenica 10 settembre alle ore 15.00, potrà mettere in campo una squadra di primissima qualità: dal già citato Lucas Biglia, nuovo regista della squadra rossonera, al neo capitano Leonardo Bonucci, strappato alle grinfie della Juventus qualche settimana fa. Senza dimenticare il difensore argentino Musacchio, l’esterno mancino Ricardo Rodriguez, il trattore con i piedi educati Kessiè, il genio delle punizioni Calhanoglu. Il tutto permettendosi il lusso di lasciare in panchina fior di campioni del calibro di Romagnoli, Bonaventura, Andrè Silva e Kalinic.

Nuova Lazio
Dal canto suo, invece, la Lazio almeno sulla carta appare decisamente ridimensionata se è vero che del devastante tridente schierato a febbraio contro il Milan è rimasto solo il centravanti Immobile, con Felipe Anderson momentaneamente fermo ai box e Keita Balde ceduto ai campioni di Francia del Monaco. Per non parlare del cratere in mediata lasciato da Biglia che sarà sostituito dal brasiliano Lucas Leiva, arrivato nel recente mercato dal Liverpool. A vantaggio dei biancocelesti c’è però quella consuetudine che al nuovo Milan ancora manca: i calciatori della Lazio sono ormai abituati a giocare insieme seguendo i dettami tattici di Simone Inzaghi, i nuovi rossoneri ancora devono trovare la necessaria confidenza con schemi e compagni di squadra. Un aspetto che potrebbe bilanciare il probabile divario tecnico a favore del Milan, ma mai dare nulla per scontato quando queste due squadre si trovano di fronte. Domenica pomeriggio all’Olimpico sarà spettacolo.

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