19 settembre 2018
Aggiornato 21:30

Milan: la versione di Niang: «Scelgo io dove andare»

L’attaccante francese risponde al messaggio di Montella annunciando di voler prendere lui la decisione definitiva sulla sua nuova destinazione, senza imposizioni dal club che gli paga lo stipendio da 5 anni. Una pretesa assurda, specialmente alla luce dell’inaccettabile offerta messa sul piatto dal Torino, dove Niang vorrebbe andare a giocare.
L'attaccante francese M'Baye Niang
L'attaccante francese M'Baye Niang (ANSA)

MILANO - Non accennano a placarsi le polemiche relative al caso del giorno in casa Milan: quello relativo alla cessione annunciata e - per ora - ancora in altissimo mare di M’Baye Niang. Sarebbe il caso di non perdere tempo con la cronistoria, visto che ormai anche i minimi dettagli di questa sporca faccenda sono noti a tutti, dalla messa fuori rosa dell’attaccante da parte di Vincenzo Montella alla ricca offerta dello Spartak Mosca fatta pervenire a Fassone e e Mirabelli; senza dimenticare l’intromissione molesta del Torino con una proposta dimezzata rispetto a quella russa e il famigerato certificato medico spedito fermo posta dal bizzoso parigino al club di via Aldo Rossi.

Montella deluso
Ce ne sarebbe per una divertente sceneggiatura a tinte noir, se non fosse che c’è di mezzo c’è la carriera di un giovanissimo e - forse ancora - promettente calciatore, ma soprattutto la correttezza nei confronti di una società come il Milan e il rispetto verso milioni di tifosi rossoneri.
Le ultime puntate di questa ormai stucchevole telenovela hanno per protagonisti l’allenatore milanista Montella che non ha perso occasione per spedire al disobbediente attaccante un messaggio forte e chiaro: «Mi aspettavo molto di più da lui, stare al Milan deve essere un piacere non una fonte di stress». In riferimento naturalmente al referto medico secondo cui Niang avrebbe bisogno di dieci giorni di riposo, casualmente quanti ne mancano alla fine del mercato, per grossi problemi di tensione emotiva.

Decido io
La risposta del francese non è fatta attendere e tramite le colonne di Milannews ha immediatamente rispedito al mittente le accuse cercando di spiegare le proprie ragioni: «Ho ascoltato le parole di Montella in conferenza, vorrei solo dire che il calcio è sempre stato l’amore della mia vita ed è il mio mestiere. Mi sono sempre allenato con il sorriso, gioco nel Milan da 5 anni e pure i compagni possono testimoniarlo. Lo stress non è legato ad una situazione tecnica ma a quello che sta succedendo fuori dal campo, su come si stanno facendo le cose. Vorrei solo scegliere dove andare a giocare, vorrei sceglierei io e non gli altri. Non ho nulla contro il Milan e la società, vorrei solo spiegare la situazione».

Voglia di Toro
Sta di fatto che Niang non vuole andare allo Spartak Mosca, dove invece lo vorrebbe spedire il Milan visti i quasi 23 milioni messi sul piatto dai russi, per raggiungere Sinisa Mihajlovic al Torino. Peccato che l’offerta granata sia esattamente la metà rispetto a quella dei campioni di Russia (appena 12 milioni). Ed ecco la chiave del problema e le sole due possibili soluzioni: o il Milan accetta di subire il ricatto dell’ex Montpellier, orchestrato dalla sapiente e ingorda mano di Mino Raiola, e accetta le briciole da Urbano Cairo oppure costringe il calciatore ad accettare la destinazione moscovita, pena un’intera stagione confinato in tribuna.
Per una dirigenza che finora ha mostrato con orgoglio la schiena dritta di fronte a qualsiasi tipo di ricatto non ci dovrebbero essere dubbi su come gestire il fattaccio.