22 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Formula 1 | Tecnica

La Ferrari perde terreno in qualifica? C'è sotto un trucchetto tecnico

L'improvviso distacco di oltre un secondo sul giro secco che Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen hanno accusato dalle due Mercedes a Baku ha sollevato dubbi tra gli addetti ai lavori. E c'è chi lancia un'ipotesi maligna: colpa del mancato utilizzo dell'olio con additivi mescolato alla benzina?

La Ferrari di Kimi Raikkonen ferma ai box a Baku
La Ferrari di Kimi Raikkonen ferma ai box a Baku Ferrari

ROMA – Anche in questa stagione in cui la battaglia si è fatta più serrata, le qualifiche sono rimaste la specialità della Mercedes, che infatti negli otto Gran Premi disputati finora ha fatto sua la pole position per ben sei volte. Eppure, un distacco come quello di sabato scorso a Baku, dove si è beccata oltre un secondo dalle Frecce d'argento, la Ferrari finora non lo aveva mai accusato. Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen hanno gettato acqua sul fuoco, sostenendo di non essere riusciti a portare le gomme in temperatura con la stessa efficacia vista in altri circuiti. Ma questa spiegazione convince solo fino a un certo punto gli addetti ai lavori. Che sospettano che dietro a questo improvviso peggioramento delle prestazioni della Rossa sul giro secco ci sia qualcos'altro. Che cosa? Probabilmente il famigerato trucchetto dell'olio.

Che diavoleria
Una soluzione astuta ma proibita dal regolamento: quella di aggiungere al lubrificante degli additivi chimici che migliorano le prestazioni del motore, anche se di breve durata, e poi di spruzzarlo insieme alla benzina all'interno della camera di combustione. Di questa trovata si era discusso molto nei mesi scorsi, finché la stessa Federazione internazionale dell'automobile era stata costretta ad inviare un esplicito chiarimento delle regole tecniche: in nessuna circostanza l'olio può essere aggiunto al carburante. Dopo l'intervento dei federali, sembrava che la questione si fosse rapidamente sgonfiata: eppure, alla vigilia del Gran Premio dell'Azerbaigian, la Fia si è sentita nuovamente in dovere di ribadire questo punto. «Perché? Perché la Mercedes ovviamente ha chiesto un chiarimento», rivela la rivista tedesca Auto Motor und Sport.

L'accusatore accusato
Ironia della sorte, proprio la casa di Stoccarda era stata la prima a inventarsi questo trucco, venendo poi beccata dalla Federazione a inizio stagione grazie ad una soffiata della Renault. Stavolta, invece, avendo studiato bene tutte le possibilità di aggirare le pieghe di questi articoli del regolamento, è stata lei stessa a sospettare che la rivale Ferrari avesse fatto la furba, montando un ulteriore serbatoio segreto per l'olio. E lo ha denunciato ai commissari, che infatti sabato scorso avrebbero controllato le due monoposto del Cavallino rampante, ma non le Mercedes. «La Fia non vuole confermarlo, ma dopo le ultime verifiche in Canada una squadra avrebbe dato risultati dubbiosi», proseguono i giornalisti teutonici. Dunque, è la voce che circola nel paddock, per evitare brutte sorprese gli ingegneri di Maranello avrebbero deciso di smantellare questo dispositivo, e tutto lo svantaggio che avevano recuperato in qualifica è improvvisamente tornato a farsi sentire. Questa, almeno, è l'interpretazione di molti addetti ai lavori, anche se il team principal dei campioni del mondo, Toto Wolff, non si dice della stessa idea: «Non so perché abbiano accusato un divario così ampio – svicola – E non so nemmeno chi stia facendo che cosa. Semplicemente, l'ulteriore chiarimento della Fia ha reso ancora più stringenti le condizioni sul fronte dell'olio. Ma non penso che a Baku la cosa abbia avuto effetti particolari». E il suo omologo ferrarista Maurizio Arrivabene, invece, che dice?