21 ottobre 2019
Aggiornato 17:30

Ferrari, ecco perché arriva il nuovo tecnico: Marchionne vuole ribaltare il team

Il recente ingaggio di Mekies sarebbe solo una pedina nel domino della ricostruzione della dirigenza della Rossa, che il presidente preparerebbe per il 2020

Il presidente della Ferrari Sergio Marchionne
Il presidente della Ferrari Sergio Marchionne Ferrari

MARANELLO – «La Scuderia Ferrari annuncia che, dal 20 settembre 2018, Laurent Mekies si unirà alla squadra, alle dirette dipendenze del direttore tecnico Mattia Binotto». Tutto qui. Con queste pochissime parole, contenute in uno scarno comunicato stampa ufficiale, il Cavallino rampante ha reso noto nei giorni scorsi l'ingaggio (seppure postdatato) di un tecnico di primo piano della Formula 1, fino ad oggi vicedirettore di gara del Mondiale e ai piani alti della Federazione internazionale dell'automobile. Del ruolo che ricoprirà a Maranello, però, tuttora non si ha alcuna notizia, anche se è difficile immaginare che un ingegnere che sembrava destinato a fare carriera all'interno dei quadri federali abbia accettato di lasciarli per ricoprire una posizione di secondo piano. Tanto che, tra i soliti ben informati del paddock, c'è già chi ha messo in giro la voce secondo cui Mekies sia destinato a diventare nientemeno che il prossimo direttore tecnico della Ferrari. C'è da crederci?

Rivoluzione ai vertici
Se così fosse, questa nomina non rappresenterebbe che una singola pedina nel più ampio domino della ricostruzione della dirigenza della Rossa. Che il presidente Sergio Marchionne starebbe già pianificando in vista del 2020: quando si dimetterà dalla Fca per dedicarsi a tempo pieno, appunto, alla Ferrari. Un'anticipazione su quello che avrebbe in mente il manager italo-canadese ha provato a darla il giornalista sudafricano Dieter Rencken. Questo decano dei cronisti della F1 ipotizza infatti che la catena di comando all'interno della Scuderia sia destinata a ridursi, a diventare molto più diretta e più snella, con l'addio del team principal Maurizio Arrivabene e la promozione dell'attuale direttore tecnico Mattia Binotto a direttore sportivo. A quel punto ad ereditare la responsabilità degli ingegneri sarebbe, appunto Mekies.

Ritorno al passato
Binotto, in pratica, si occuperebbe di tutta la gestione in pista del team: un ruolo molto simile a quello che un tempo, all'epoca dei trionfi in serie dell'era Schumacher, ricopriva Stefano Domenicali. E la posizione che fu di Luca di Montezemolo? Quella, manco a dirlo, spetterebbe proprio allo stesso Marchionne, a quel punto non più soltanto presidente e amministratore delegato ma vero e proprio boss della squadra, con il compito di supervisionare tutte le questioni politiche e di palazzo. Entro due anni, insomma, potremmo vedere una Ferrari senza più Arrivabene, ma con un Marchionne molto più solidamente presente alle redini, almeno stando a queste autorevoli indiscrezioni circolate dall'estero. E meno male che minaccia di lasciare la Formula 1...