27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Formula 1

Forghieri al Diario Motori: «Ferrari e Mercedes sono pari, il punto debole è Vettel»

Lo storico direttore tecnico della Rossa negli anni '70-80 analizza ai nostri microfoni il Gran Premio inaugurale del Mondiale 2018: «La SF71H è un'ottima auto»

ROMAIngegner Mauro Forghieri, storico direttore tecnico della Ferrari negli anni '70 e '80, come ha visto questo inizio di Mondiale 2018 di Formula 1?
Sicuramente la Ferrari è nettamente migliorata, credo che anche lei sia d'accordo.

Direi di sì...
Però c'è una cosa molto importante da sottolineare. Io penso che Ferrari e Mercedes siano quasi alla pari: in certi circuiti una andrà meglio dell'altra e viceversa, ma questo è normale e dipende da piccoli fattori che i tecnici non possono cambiare. Ma c'è un fattore che deciderà il campionato: Lewis Hamilton, che penso sia uno dei piloti migliori. Non tanto per come sa guidare, ma per la grinta che riesce a mettere, e che gli altri non riescono ad eguagliare. Inoltre c'è una cosa che non riesco a capire, magari me la può spiegare lei...

Mi dica.
La Ferrari ha due piloti, uno che dovrebbe essere il campione fiorente (Sebastian Vettel, ndr) e l'altro che ha 38 anni (Kimi Raikkonen, ndr). Sul giro secco il più veloce è il più vecchio: come si spiega questa cosa? Io ho guardato, ho fatto di tutto per capire, ma non ci sono riuscito. È vero che, in gara, il più vecchio un po' cede, ma questo è anche logico, perché con il passare dei giri si stanca di più. Però non riesco a capire perché sia stato decisamente più rapido in qualifica.

A Melbourne Vettel ha commesso un errore nel suo giro migliore, e lo ha anche ammesso. Ma mi sembra di capire che lei non sia molto convinto di lui.
Penso che abbia il dovere di essere migliore di quello che fa vedere. Probabilmente ha dei momenti in cui non riesce a ritrovarsi con la macchina che gli danno, che non è detto sia quella adatta a lui. Come lei sa, il risultato è sempre una mescolanza dei due fattori, oltre che del circuito.

Quindi, lei dice, la Ferrari è migliore di quanto dimostri Vettel, in questo momento?
Sicuramente. Io trovo che la Ferrari oggi sia un'ottima macchina. Con ciò non voglio sminuire Vettel: probabilmente in questo momento non trova l'impianto giusto per far andare più forte la sua macchina.

Se fosse un alunno, diremmo che è intelligente ma non si applica.
Diciamo che non riescono, o non riesce, a sistemare la macchina in modo che le sue qualità emergano nel migliore dei modi. Io la penso così, perché ritengo Vettel un ottimo pilota.

Ai suoi tempi l'elemento umano era prevalente su quello tecnologico. Oggi ci si affida totalmente ai computer, con il rischio di incorrere in errori clamorosi come quello strategico della Mercedes che le è costato la vittoria. Forse bisognerebbe recuperare l'ingegno e l'istinto dei tecnici al muretto?
Il mondo è cambiato, decisamente, e siamo noi a doverci adeguare al mondo. Quello che possiamo suggerire ai tecnici al muretto è di fare un uso intelligente del computer. Il computer non è tutto: è chi lo manovra a farlo diventare una cosa stupenda. Bisogna utilizzarlo per quello che può dare, non pensare che possa risolvere tutto. Perché sbaglia anche lui, o meglio sbagliano quelli che lo usano.

È uno strumento, ma la decisione finale la deve comunque prendere l'uomo.
Esatto. O quantomeno deve saperlo instradare nel modo giusto. Così che riesca a dare quelle risposte che avrebbero dovuto dare gli uomini, che sotto certi aspetti si sentono inferiori. Il calcolatore li può aiutare.

Forse l'italianità della Ferrari, da questo punto di vista, può risultare favorita rispetto al carattere teutonico della Mercedes?
Posso solo dirle che me lo auguro. Non posso dimostrare che sia così, ma se sarà così nello svolgersi del campionato emergeranno tutti i lati positivi della Ferrari. Li ha già, basta che li enfatizzi.