17 novembre 2019
Aggiornato 19:30

Schianti, sgarbi e penalità: un folle GP di Baku premia Ricciardo

L'australiano della Red Bull ha rimontato dal sedicesimo al primo posto tenendosi lontano dai guai. Sul podio con lui Stroll e Bottas. Sebastian Vettel ha chiuso quarto, pur punito per aver colpito intenzionalmente Lewis Hamilton sotto safety car: la Mercedes si è piazzata alle sue spalle

BAKU – Daniel Ricciardo vince il Gran Premio dell'Azerbaigian, uno dei più pazzeschi degli ultimi anni. L'australiano della Red Bull era scivolato al sedicesimo posto a inizio gara a causa di un pit stop anticipato, ma sono stati gli incidenti avvenuti davanti a lui, uniti alla sua guida matura, a consentirgli la rimonta che lo ha portato alla quinta vittoria in carriera. Il primo schianto ha visto protagonista alla partenza Kimi Raikkonen con Valtteri Bottas, che per riparare i danni si è ritrovato doppiato, ma anche lui è riuscito a recuperare fino a giocarsi il podio: al traguardo il debuttante della Williams Lance Stroll ha conquistato il secondo posto e il finlandese della Mercedes il terzo.

Colpi di scena a ripetizione
Quanto a Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, i due hanno comandato le operazioni per i primi 32 giri, fino a quando un problema al fissaggio del poggiatesta ha costretto l'anglo-caraibico a fermarsi ai box inaspettatamente. Il ferrarista, invece, è stato penalizzato con uno stop&go di dieci secondi per aver colpito intenzionalmente Hamilton dietro la safety car, mentre era furibondo per il rallentamento della Freccia d'argento, in quel momento leader della corsa, per compattare il gruppo. Al traguardo, Vettel ha chiuso quarto subito davanti al suo diretto avversario nella corsa al Mondiale. La gara dell'altra Ferrari di Kimi Raikkonen, invece, è stata rovinata dai detriti seminati dallo scontro fratricida tra le due Force India di Esteban Ocon e Sergio Perez, che gli hanno tagliato la gomma posteriore destra danneggiando anche notevolmente la macchina. Questo stesso incidente ha costretto i commissari ad esporre la bandiera rossa e ad interrompere la gara per ben 22 minuti.