29 febbraio 2024
Aggiornato 09:00
Calcio - Serie A

Donnarumma-Milan, si riapre la trattativa

Nuovi margini di speranza per i tifosi rossoneri ma anche per il giovane portiere di Castellammare di Stabia: la pratica rinnovo di contratto di Gigio potrebbe clamorosamente riaprirsi dopo il secco no pronunciato da Raiola lo scorso giovedì. Il Milan pronto a riabbracciare Donnarumma e anche i tifosi sono disposti a perdonarlo.

Il portiere del Milan Donnarumma
Il portiere del Milan Donnarumma Foto: ANSA

Milano - Ora che tutti hanno detto la loro sul caso Donnarumma, il più dibattuto dell’estate calcistica (tutti tranne il diretto interessato che per forza di cose è l’unico che difficilmente prenderà la parola su una questione tanto delicata), una cosa possiamo dire di averla ben chiara in mente: il mancato accordo da Milan e Raiola per il rinnovo di Gigio non è una questione di soldi, nè tantomeno di voglia di lasciare Milanello da parte del fenomenale portierino campano. Le ragioni del divorzio annunciato, come spiegato con genuina ma irresponsabile prosopopea da Mino Raiola, sono tanto inconsistenti quanto preoccupanti.

Tutta fuffa
Premesso che alla base, ormai l’hanno capito anche i sassi, c’è il fermo proposito del procuratore italo-olandese di portar via Gigio dal Milan per ingigantire la mole già mastodontica dei suoi affari, proviamo a spiegare perchè la tesi di Raiola è tutta fuffa.

Innanzitutto è illogico - come quasi tutto in questa allucinante vicenda - affermare che il rifiuto al Milan non è per una questione di soldi, salvo poi fare le pulci, con evidente e malcelata invidia, alle presunte offerte fatte recapitare da Fassone e Mirabelli ad altri possibili nuovi acquisti rossoneri come Morata e Aubameyang.

Così come è insensato addurre come giustificazione al no di Donnarumma il clima ostile e le minacce «social» di una sconsiderata frangia della tifoseria rivolte al ragazzo e alla sua famiglia, visto che la reazione di «odio da tradimento» da parte del popolo milanista è stata scatenata proprio dal rifiuto incomprensibile di Gigio.

L’errore di Mino
La verità è che dopo quasi una settimana di riflessioni e dopo aver sentito le ragioni dei diretti interessati, ancora non è emersa alcuna valida ragione per giustificare quella che è apparsa all’intero mondo del calcio, non solo quello a tinte rossonere, una delle più assurde decisioni della storia del football. Una decisione che ha avuto lo straordinario potere di scontentare tutti e lasciare sul campo solo persone infelici. In primis Marco Fassone, Massimiliano Mirabelli e naturalmente tutta la tifoseria del Milan, ma anche lo stesso Gigio Donnarumma, da quel maledetto giovedì piombato in un buco nero di tristezza e sconforto solo per aver dato ascolto al suo manager. E per finire lo stesso Raiola, resosi conto forse troppo tardi di aver pigiato il tasto dell’acceleratore anzichè quello del freno ed essere finito contro il muro compatto del dissenso generale.

Passo indietro
Perchè una cosa a questo punto appare ovvia, ed anche il potentissimo procuratore di Nocera Inferiore sembra averlo capito: la gestione del caso Donnarumma è stata toppata clamorosamente. Per fortuna però non tutto sembra perduto. Il ragazzo è ancora innamorato del Milan, così come tutti i tifosi rossoneri - feriti, ma ancora innamorati - di lui; il Milan è pronto a riaccoglierlo a Milanello e Raiola ha capito che strapparlo via dal suo ambiente potrebbe essere deleterio per tutti. E allora fatelo questo gran passo, sedetevi tutti attorno a un tavolo e provate a ridiscutere in armonia e serenità la pratica rinnovo. Alla fine è quello che vogliono tutti, tutti tranne Raiola. Ma il sacrificio di uno val bene la felicità di tutti. O no?