24 gennaio 2021
Aggiornato 00:00
Il Cavallino rampante torna in testa al Mondiale di Formula 1

La Ferrari esulta: «Era ora!». La Mercedes si inchina: «Loro più forti di noi»

Sebastian Vettel spezza il digiuno di vittorie della Rossa già nel primo Gran Premio della stagione in Australia, grazie ad un capolavoro strategico e a una guida esemplare: «La strada è ancora lunga, ma siamo al settimo cielo»

Sebastian Vettel sul gradino più alto del podio in Australia
Sebastian Vettel sul gradino più alto del podio in Australia Ferrari

MELBOURNE«Era ora! Aspettavamo questa vittoria da quasi un anno e mezzo e sono felice per il team e per i nostri tifosi che ci hanno sostenuto durante tutto questo periodo. Risentire l'inno italiano è stato commovente». Lontano da Melbourne, anche il presidente Sergio Marchionne tira un sospiro di sollievo. La velocità dimostrata dalla Ferrari nei test pre-campionato non era un'illusione, come si era cominciato a temere ieri, quando a conquistare la pole position era stata la Mercedes di Lewis Hamilton. Il pilota anglo-caraibico è partito bene, ha tenuto il comando per i primi 17 giri, poi però si è dovuto fermare ai box: «Faticavo a far durare le gomme, quindi sono stato costretto a sostituirle – ha spiegato – A quel punto mi sono trovato bloccato dietro a una Red Bull, mentre Seb faceva tempi più veloci dei miei». Vettel, invece, ha potuto attendere altri cinque giri prima di imboccare la corsia dei box: a quel punto, aveva già saldamente in mano le redini della corsa. «Abbiamo pensato 'Ok, andiamo avanti il più possibile e magari li attacchiamo sul finale' – racconta lo stratega ferrarista Jock Clear alla tv inglese Sky Sports – Poi Hamilton ha trovato traffico e questo è stato un colpo di fortuna».

Strategia perfetta
Ed evidentemente era proprio la domenica giusta se, dopo tante decisioni discutibili prese negli anni scorsi, si è svegliato anche il muretto rosso, azzeccando un capolavoro strategico che ha ribaltato il risultato del Gran Premio. Ma la vittoria della Ferrari nel primo appuntamento stagionale non è stata frutto soltanto della tattica. «Avevano la macchina più veloce», si inchina il team principal della Mercedes, Toto Wolff, a cui fa eco il suo pilota Valtteri Bottas, oggi terzo: «Loro sono stati i più forti, non c'è dubbio, hanno lavorato meglio di noi». Anche su questo fronte, però, i tecnici ai box dimostrano di aver appreso dagli errori del passato, e puntano sulla prudenza: «Non so dire quale sia la vettura più veloce, perché non ci sono state battaglie dirette – prosegue Clear – All'inizio Lewis gestiva il suo passo, poi è toccato a Seb farlo, perché era la cosa giusta da fare. In termini assoluti non sappiamo ancora chi sia il migliore, sappiamo solo che oggi abbiamo vinto».

Condotta di gara impeccabile
Una vittoria, però che è anche un segnale che la musica è cambiata davvero. Dopo una stagione completamente a secco di vittorie, stavolta Sebastian Vettel si aggiudica già il GP inaugurale, e per la prima volta dall'inizio dell'era ibrida un pilota non Mercedes si porta in testa al Mondiale. Era dal 2007 che la Ferrari non trionfava in Australia, grazie a Kimi Raikkonen, oggi quarto. E quell'anno si concluse con il titolo iridato. «Incredibile, proprio quello che ci serviva – ha esclamato un esultante Vettel – Una giornata bellissima: la macchina funziona bene, è divertente da guidare, e i ragazzi hanno lavorato senza sosta, dormendo pochissimo. Li ringrazio tutti». Il trionfo è indubbiamente frutto del lavoro di squadra, ma anche di una prestazione maiuscola del campione tedesco, per la 43esima volta sul gradino più alto del podio, la quarta in rosso: «Non sono stato felicissimo della partenza, perché ero molto nervoso e ho fatto un po' pattinare le gomme – prosegue il quattro volte iridato – Hamilton è scattato meglio, io ho dovuto tenere a bada Valtteri, per fargli sentire la pressione. Poi, per fortuna, ha beccato traffico. Abbiamo fatto un lavoro eccellente e i tifosi in pista mi hanno dato una grande carica. Siamo qui per lottare, dopo un inverno duro. La strada davanti a noi è ancora lunga, ma per ora siamo al settimo cielo». Meglio di così, la storia di questo Mondiale non poteva iniziare. E siamo solo al primo capitolo.