7 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Calcio - Serie A

Milan, la partita sbagliata di mister Montella

Malgrado il merito di aver risollevato il Milan e l’invidiabile ruolo di salvatore della patria che nessuno ha l’ardire di mettere in discussione, Vincenzo Montella ha le sue colpe nella sofferta vittoria contro il Crotone: tanti gli errori del tecnico, dalla scelta di alcuni uomini alla gestione dei cambi.

MILANO - Provate a domandare a qualsiasi tifoso rossonero chi meriterebbe il primo premio per questa inaspettata crescita del Milan, capace di issarsi dopo quindici giornate di campionato fino al secondo posto a pari merito con la Roma, a soli quattro punti dalla dominatrice Juventus. Non crediamo di sbagliare ipotizzando un esito plebiscitario a favore di Vincenzo Montella.

Il tecnico di Pomigliano D’Arco ha dimostrato al suo predecessore Mihajlovic che non serviva un esorcista per far tornare a vincere il Milan. È bastata infatti un po’ di pazienza, di abilità nella gestione dei rapporti umani con questi ragazzi, di lungimiranza tecnico-tattica ed ecco il risultato. E ora tutti ad applaudire la crescita esponenziale di una squadra che alla vigilia nessuno considerava per i primi cinque posto in classifica.

Anche i bravi sbagliano

Tutta questa pappardella per arrivare al verdetto emesso dal campo al termine del match vittorioso del Milan contro il Crotone: anche mister Montella è fallibile. La sequenza di errori messi in fila dal tecnico rossonero in una sola gara merita un’analisi approfondita, anche in chiave positiva se vogliamo, perchè se anche al termine di una partita totalmente sbagliata dall’allenatore, il Milan riesce a portare a casa i tre punti, vuol proprio dire che il gruppo è cresciuto ed è pronto ad affrontare ogni tipo di ostacolo senza timore alcuno.

Quanti errori

Veniamo alla partita di Montella. Troppo brutta la prestazione di diversi milanisti per non pensare che probabilmente doveva essere fatta qualche scelta diversa a monte. Innanzitutto de Sciglio: sono settimane che annunciamo la panchina per Mattia a favore di un Antonelli finalmente guarito. Com’è come non è, alla fine però gioca sempre il numero 2 rossonero, a discapito dell’ex genoano che invece resta in panchina. Il risultato è che le prestazioni del terzino azzurro perdono di smalto domenica dopo domenica e un turno di riposo per l’esterno cresciuto nel vivaio del Milan a questo punto pare indispensabile. 

Stesso discorso varrebbe anche per Locatelli, con la differenza che nella rosa del Milan un’alternativa valida a Manuel non c’è, quindi il baby regista rossonero dovrà continuare a tirare la carretta.

Il giallo a Kucka

Altra scelta discutibile quella di puntare sul Principito Sosa. Erano anni che non si vedeva una prova tanto sciatta da parte di un calciatore con la maglia rossonera sulle spalle. Il dubbio che uno tra Poli, il rientrante Bertolacci e perfino il diffidato Kucka avrebbe potuto offrire qualcosa di meglio è concreto. E a proposito dello slovacco, ha destato clamore la scelta - questa si indubbiamente sbagliata - di mister Montella di gettare nella mischia l’ex genoano nei minuti finali del match, quelli in cui si sarebbe scatenata la battaglia, consapevole del fatto che un cartellino giallo avrebbe messo fuori il Trattore rossonero dal big match contro la Roma. Detto fatto, nemmeno due minuti ed è arrivato il fallaccio stupido e inutile a centrocampo di Kucka che costringerà Montella ad inventarsi una nuova formula per affrontare i giallorossi di Spalletti. Non sarebbe stato meglio buttare nella rissa finale uno come Poli, anzichè l’ex genoano a rischio squalifica?

Il rigore di Niang

Dulcis in fundo arriviamo a Niang. Che il francese abbia sbagliato di tutto di più contro il Crotone non è una colpa che possiamo imputare all’allenatore rossonero. A Montella però possiamo rimproverare di aver aspettato fino al 36’ della ripresa per farlo uscire, regalando a tutti i tifosi milanisti 81 minuti di travaso di bile difficilmente dimenticabili. Oltre al fatto che il teatrino messo in scena dal francese e dal bomber Lapadula in occasione del rigore conquistato dall’ex pescarese è qualcosa che un allenatore non dovrebbe permettere: una squadra ben organizzata deve poter contare su gerarchie ben definite per rigori, punizioni, angoli e perfino rimesse laterali. E tutto dovrebbe essere deciso a tavolino dallo staff tecnico guidato da mister Montella. Al Milan invece ogni rigore a favore è l’occasione giusta per un combattimento tra galli nel pollaio rossonero (vedi le tante discussioni tra lo stesso Niang e Bacca). Una pessima abitudine a cui il tecnico della rinascita rossonera dovrà in fretta mettere la parola fine.

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