25 aprile 2019
Aggiornato 06:00

Il folle teorema di Berlusconi: «Andiamo a comandare»

Hanno lasciato strascichi pesanti le esternazioni notturne di Silvio Berlusconi a poche ore dal derby pareggiato 2-2 con l’Inter. Il vecchio patron rossonero non solo non si arrende ma rilancia con una richiesta che ha dell’incredibile. Dalla Sino-Europe Sports un rispettoso silenzio che sa tanto di commiserazione.

MILANO - È bastata una coreografia commemorativa, probabilmente dovuta da parte della curva sud al presidente Berlusconi, per far tornare immediatamente a galla le velleità di dominio del numero uno rossonero, proprio a pochi giorni dal closing che teoricamente dovrebbe estrometterlo dai giochi di potere in via Aldo Rossi. Ebbene, sembra proprio che l’imperatore di Arcore non abbia perso tutta la baldanza dei giorni migliori, come dimostrato nel corso di una conferenza stampa a microfoni unificati, rilasciata nel corso della notte post derby, all’uscita dall’Hotel Bulgari.

Andiamo a comandare

«Innanzitutto abbiamo assicurazioni valide che l’operazione con i cinesi si chiuderà il 13 dicembre. Crediamo non ci siano ostacoli nell'ottenimento delle autorizzazioni che servono dallo stato cinese e quindi pensiamo che avverrà nella data prefissata. Per quanto riguarda il mio ruolo, i nuovi proprietari mi hanno chiesto di mantenere la presidenza e penso che una situazione del genere possa anche realizzarsi, ma per accettare voglio avere una possibilità d’intervento, prima di tutto sul mercato, ma anche sulla questione del modulo da adottare in campo. Se mi verrà concesso questo potere potrei accettare la presidenza onoraria».

I «nuovi soci»

Un’uscita geniale che evidenzia la sagacia di quest’uomo, capace di ribattezzare i futuri proprietari come «nuovi soci» del club e convinto di poter restare a comandare le operazioni al Milan con i soldi degli altri. Un po’ quello che Berlusconi credeva di poter fare ai tempi della trattativa con Bee Taechaubol, con la differenza che allora si parlava di una cessione del 51% delle quote, mentre in questo caso la Sino-Europe Sports si appresta ad acquistare il 99.93 % del pacchetto azionario dell’Ac Milan. E allora perchè mai SES dovrebbe lasciare piena autonomia di controllo e di gestione al vecchio proprietario? A maggior ragione alla luce della china tutt’altro che incoraggiante che ha preso il club di via Aldo Rossi negli ultimi anni grazie ad una serie di operazioni a dir poco sconsiderate degli attuali gestori. 

Bella pretesa

Per fare un paragone calcistico, se oggi i cinesi dovessero acquistare la Juventus, protagonista di un quinquennio di straordinari risultati e con un futuro all’orizzonte ancora più roseo, sarebbe logico lasciare a posti di comando i vari Agnelli, Marotta, Paratici etc. etc. Ma nel caso del Milan, protagonista di una discesa verticale nell’ultimo quinquennio grazie ai tantissimi errori strategici commessi dai suoi dirigenti, lasciare Berlusconi e Galliani a decidere le sorti del club appare del tutto incomprensibile. 

Ed infatti la reazione di Sino-Europe Sports a queste inattese esternazioni del patron rossonero è stata di un rispettoso silenzio che sa tanto di commiserazione. Come ha sottolineato anche il vecchio amico Urbano Cairo: «Bella pretesa quella di Berlusconi».