15 ottobre 2019
Aggiornato 19:00

Ezpeleta: «Cosa succederà alla MotoGP dopo Valentino Rossi»

L'intervista integrale concessa a Sky dall'amministratore delegato della Dorna, l'organizzatore del Motomondiale: «Quando Vale si ritirerà come pilota, resterà nel paddock. E con lui resterà anche la passione per questo sporti»

Valentino Rossi
Valentino Rossi Yamaha

MOTEGI – Carmelo Ezpeleta, amministratore delegato della Dorna, la società che distribuisce i diritti televisivi della MotoGP e ne organizza il campionato, ha parlato con Guido Meda del presente e del futuro del Motomondiale in esclusiva per Sky Sport MotoGP HD. Di seguito l’intervista integrale in onda questa mattina sul canale 208.

A cosa sono dovuti gli otto vincitori diversi di questa stagione?
È grazie alla centralina unica, penso che abbia aiutato molto questa gestione. Sicuramente senza di quella Suzuki non avrebbe vinto con Viñales. Fino ad ora era un dominio a volte di Yamaha, a volte di Honda. Adesso, con l’elettronica fissa, sono tutti un po’ più uguali.

C’è stata questa querelle tra Ducati e Honda sulle ali, che poi alla fine sono state vietate. Qual è la sua personale visione su questa vicenda?
L’idea sarebbe che le case possano proporre un certo tipo di carenatura e, una volta iniziata la stagione, siano autorizzate a cambiarla una volta nell’anno.

Tra le grandi novità del 2017 ci sarà la Ktm. Com’è l’accesso alla MotoGP per una casa di questo tipo?
Io me lo aspetto competitivo, penso che loro lo abbiano fatto bene. Hanno cominciato molto tempo prima, non sono venuti a provare con noi prima che la moto fosse ultimata. I piloti, che sono piloti di MotoGP, andranno più avanti. Penso che dimostreranno che sono competitivi e molto veloci.

La Moto2 non convince tutti, cambierà?
Forse non convince i puristi, ma a Jerez una Moto2 attuale gira più forte del record che fece Valentino con l’ultima Honda classe 500. Vorrei mantenere il motore unico anche dopo che scadrà il contratto con la Honda. Se sarà un motore prototipo o derivato di serie non lo so. Non escludo niente. Stiamo esplorando tutte le possibilità. Io ho parlato con i piloti e i piloti mi dicono tutti che passare dalla Moto2 è buonissimo per la MotoGP.

Qual è la sua opinione sul Mondiale dopo Valentino Rossi?
Per me Valentino, il giorno in cui si ritirerà come pilota, continuerà qua. Se Valentino resterà qui, rimarrà la passione, perché la passione può essere verso di lui o verso il suo riflesso sui suoi piloti.

In un Mondiale bello come questo c’è stato spazio anche per qualche polemica, ad esempio il sorpasso di Rossi su Lorenzo a Misano.
Non ci ho visto nulla di irregolare o di particolare. È il bello del motociclismo e li controlliamo a sufficienza. È stata una questione tra loro due.

Perché piste come Monza o Imola o altre piste all’estero non possono ospitare il Motomondiale?
Ci sono molti posti veramente pericolosi, dove i problemi non si possono risolvere. I piloti sanno molto bene ciò di cui hanno bisogno.

Com’è la relazione con la Formula 1? È una convivenza facile nella distribuzione dei calendari? C’è un dialogo?
Il dialogo, da una parte, c’è sul discorso sicurezza. Dall’altra, c’è un dialogo mio personale con Bernie Ecclestone. Facendo 21 gare la F1 e 18 noi, è impossibile non fare concomitanze, ma cerchiamo che siano meno onerose per le televisioni. Pensiamo che una delle questioni importantissime sia quella di fare un Mondiale di MotoGP sostenibile dal punto di vista economico. Questo è un bilancio che ti permette di avere una salute coerente. Lo spettacolo non è migliore con 26 moto, o con 28, o con 24 o 23.

È alle spalle il momento della crisi?
La crisi per noi è alle spalle. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerla prima degli altri, quando gli sponsor del tabacco ci abbandonarono. Abbiamo così iniziato un cammino che attraverso le classi Crt e Open ci ha portato alla MotoGP attuale che contiene i costi e garantisce spettacolo.

Perché è cambiato il fornitore di gomme?
Questo è importante. Il governo giapponese ha chiesto alle sue maggiori industrie di contribuire alle Olimpiadi di Tokyo del 2020. E Bridgestone si è dovuta allineare. Per cui abbiamo optato per Michelin, ma senza gara d’appalto. Per noi era vitale che il gommista volesse non fare un business, ma realizzare delle gomme buone. Loro avevano questa intenzione. Se si potesse arrivare a un sistema dove, con lo stesso numero di gomme, il pilota ha la possibilità di scegliere gomme diverse, mi sembra la strada giusta. Dobbiamo vedere se lo possiamo fare, stiamo lavorando in questa direzione.

Sui piloti.
Ogni venerdì mi meraviglio di come parlano. I piloti sono buonissimi e parlano la stessa lingua. Impariamo molto da quello che dicono e io lo prendo molto in considerazione. Ma avere la possibilità di avere uno che è stato pilota fino a pochissimo tempo fa (Loris Capirossi, ndr), che i piloti pensano che ragioni come loro, è importantissimo. È stata importantissima la presenza di Loris nello sviluppo della centralina unica. Noi cerchiamo di vedere che gente c’è nel paddock che ci possa aiutare a capire quello che è vitale.