14 ottobre 2019
Aggiornato 00:00

Colpo di scena: e se alla fine Galliani restasse al Milan?

Uno scenario del genere, al momento solo un’ipotetica suggestione, avrebbe il potere di scuotere dalle fondamenta i delicati equilibri dell’universo rossonero. Ma è indubbio che i rapporti intessuti negli anni da Galliani con tutti gli influenti del calcio internazionale potrebbero in qualche modo tornare utili.

MILANO - Al momento di scrivere queste righe già immaginiamo lo sguardo inorridito dei tifosi del Milan al pensiero di un’opzione tanto sconvolgente, eppure lo scenario evocato da Fedele Confalonieri ai microfoni di Milan Tv non è così folle come si voglia far credere. 

Andiamo per ordine e ripartiamo dalle dichiarazioni del presidente di Mediaset, nonché braccio destro e amico di vecchia data di Silvio Berlusconi: «Galliani? Credo sia il dirigente più apprezzato in Europa. Io credo che se fosse sul mercato farebbero carte false i top club del mondo per prenderselo. Spero che nell'organigramma del nuovo Milan ci sia un posto per lui».

L’anticipazione

Chiariamo subito che non abbiamo alcun riscontro oggettivo sul fatto che le parole di Confalonieri possano anticipare una realtà finora inimmaginabile. Corretto quindi catalogare le esternazioni del vecchio dirigente come un suo personalissimo desiderata. Vale la pena però riesumare un concetto già sviscerato e analizzato con cautela e attenzione ai dettagli proprio dalle colonne del diariodelweb.it: il rinnovo di alcuni calciatori e pilastri rossoneri è ancora pericolosamente in bilico.

Potere e declino

È vero quello che sostiene Confalonieri: in Europa la fama e la credibilità accumulata da Galliani nel trentennio berlusconiano è immensa e i rapporti di amicizia intessuti nel tempo con i vari potenti del calcio, da Florentino Perez in giù, sono lì a testimoniarlo. È altrettanto vero però che l’attuale amministratore delegato del Milan, sembra ormai aver perso lo smalto dei giorni migliori, forse anche per una sorta di delirio di onnipotenza che negli anni l’ha portato a liberarsi - chissà quanto involontariamente - dei suoi più stretti e preziosi collaboratori, Ariedo Braida, Leonardo etc. etc. 

Da qui la sfilza di operazioni sul mercato rossonero più o meno incomprensibile, ai limiti dell’autolesionismo (vedi la sfilza dei parametri 0 presi a prezzo di contratti salatissimi che il Milan è stato costretto a pagare a rottami arrugginiti e catorci pronti per la rottamazione). 

I rinnovi di Gigio e Jack

Ma su un aspetto Adriano Galliani è ancora imbattibile: la gestione dei rapporti con alcuni personaggi influenti del mondo del calcio, ad esempio Mino Raiola. Non è un mistero che l’ex pizzaiolo italo-olandese abbia la procura di diversi calciatori rossoneri, da Abate e Rodrigo Ely fino ai più illustri Bonaventura e Donnarumma. Gli ultimi due, autentici pezzi pregiati della rosa del Milan, sono in attesa di rinnovo di contratto e questo potrebbe mettere l’attuale ad di Casa Milan in una posizione molto delicata per il futuro del club.

Raiola e Galliani

Prendiamo la questione legata al giovanissimi portiere fenomeno di Castellammare di Stabia: Raiola e Galliani hanno già trovato l’accordo per il rinnovo quinquennale di Gigio il prossimo febbraio, quando il portiere rossonero compirà 18 anni. Con l’avvento della nuova proprietà però tutto potrebbe cambiare. L'agente italo-olandese infatti ha lasciato intendere che i suoi accordi con il Milan, stipulati anche solo verbalmente grazie alla grande amicizia che lo lega all’amministratore delegato rossonero, sono da ritenersi validi solo fin quando Galliani resterà al suo posto. Aspetto che getta una luce discretamente inquietante sul futuro di Donnarumma, ma anche su quello di Jack Bonaventura, da poco entrato nella scuderia di Raiola, e perfino di M’Baye Niang, anche lui in attesa di un adeguamento.

Il ruolo di Galliani

Ecco perché l’ipotesi di un qualche ruolo, anche solo di rappresentanza, di immagine, per Adriano Galliani nel nuovo Milan dei cinesi e di Marco Fassone è tutt’altro da escludere. Anche se la cosa farà storcere il naso alla quasi totalità del popolo rossonero. Ma per avere la certezza di blindare Donnarumma & co. un piccolo sacrificio si può anche fare. O no?