9 luglio 2020
Aggiornato 03:30
Alta tensione tra le frecce d'argento

Hamilton-Rosberg, in Mercedes scatta la rissa

Lo scontro tra i due compagni di squadra all'ultimo giro del Gran Premio d'Austria di domenica si lascia indietro una coda di veleni. I vertici del team valutano gli ordini di scuderia, mentre il rinnovo di Nico torna in dubbio

Lewis Hamilton e Nico Rosberg ai ferri corti
Lewis Hamilton e Nico Rosberg ai ferri corti Mercedes

ROMA – A leggerle ora, le dichiarazioni rilasciate solo il mese scorso da Lewis Hamilton suonano beffardamente ironiche: «La relazione con Nico Rosberg? Al momento in realtà è davvero ottima – aveva raccontato all'inglese Mail on Sunday – Sorprendentemente ottima. Decisamente non mi sarei aspettato che fosse così. Probabilmente dipende dall'età: lui ha una famiglia, ha un bambino ed è cresciuto, come del resto io. Il rispetto di cui abbiamo sempre parlato è più grande che mai». E meno male che tra i due galli nel pollaio Mercedes c'era rispetto. A vedere la rissa scatenata in pista domenica, all'ultimo giro del Gran Premio d'Austria, a molti non è sembrato. Neppure al presidente della squadra, Niki Lauda: «Lewis aveva mentito, tutto qui – ha tuonato ai microfoni della televisione austriaca Servus Tv – Voleva fare il morbido per riappacificare la situazione. Ma la realtà è che, più Nico resta davanti, e più la battaglia si fa calda».

I due compagni di squadra poco prima dello scontro in Spagna
I due compagni di squadra poco prima dello scontro in Spagna (Mercedes)

Oltre ogni limite
Decisamente troppo calda, ben più di quanto i vertici delle frecce d'argento siano disposti a sopportare. Se lo schianto fratricida al primo giro in Spagna, che aveva messo fuori gioco entrambi i piloti, era stato archiviato alla voce concorso di colpa, e la spallata al via di Hamilton in Canada al suo compagno di squadra era passata senza troppe conseguenze, stavolta si è davvero superato il limite. «Dopo l'incidente di Spa (nel 2014, quando una dura chiusura di Rosberg provocò il taglio della gomma e il conseguente ritiro di Lewis, inaugurando la loro lunga faida, ndr) avevamo stabilito delle regole chiare – dichiara ancora Lauda al quotidiano Bild – Ma ora questi fatti si sono ripetuti, a Barcellona e in Austria. Questo significa che le regole non funzionano più. Non possiamo permettercelo, perché la Ferrari si avvicina, senza questioni». Bisogna correre ai ripari, dunque.

La spallata al via in Canada
La spallata al via in Canada (Mercedes)

Intervengono i boss
E il team principal Toto Wolff ha già convocato una riunione d'emergenza proprio questa settimana, alla vigilia del Gran Premio di Gran Bretagna, all'ordine del giorno della quale tornerà anche l'ipotesi di imporre ordini di scuderia. O soluzioni ancora più estreme, come quelle rivelate dal Telegraph: lo spettro di pesanti multe o addirittura della sospensione per una gara, nel caso di ulteriori insubordinazioni. «Quello che è accaduto è una mancanza di rispetto verso tutti i membri della nostra squadra – ha ringhiato Wolff a fine gara, intervistato da Sky Germania – Deve finire. Sembra che le parole non bastino più. E se i nostri piloti dimostrano di non capire come si guida una macchina, allora dovremo essere noi a pensare per loro. Nulla è stato ancora deciso, ma sul tavolo ci sono tutte le possibilità». Un'idea alla quale Hamilton è già pronto a ribellarsi: gli ordini di scuderia toglierebbero la «gioia» di correre e «deruberebbero» i tifosi, ha spiegato.

Hamilton e Rosberg sul podio
Hamilton e Rosberg sul podio (Mercedes)

Contratto in bilico
Se il campione del mondo in carica non sembra intenzionato ad abbandonare la sua grinta e la sua sfrontatezza, in compenso, chi ha più da perdere da tutta questa situazione è proprio il suo compagno di squadra Nico Rosberg. Non solo perché, dopo la collisione dello Spielberg, ha visto il suo margine di vantaggio in classifica mondiale ridursi ad appena 11 punti, ma anche perché la sua posizione nel team è la più delicata, non avendo ancora firmato il rinnovo del suo contratto che scade a fine anno. Prima di questo weekend, Lauda e il suo connazionale (anch'egli ex pilota) Gerhard Berger, oggi manager di Rosberg, sembravano aver finalmente trovato un accordo di massima per un biennale. Ma l'alta tensione con il suo compagno potrebbe ora condizionare l'esito di queste trattative durate mesi. I diretti interessati, tuttavia, smentiscono: «Dobbiamo rilassarci un po' e risolvere la questione prima di Silverstone – aggiunge Wolff alla finlandese Mtv – Posso dire chiaramente che quanto successo non condizionerà le trattative. Stiamo cercando una soluzione a lungo termine. Ogni rapporto ha i suoi momenti difficili, e questo è uno di quelli». «L'incidente di domenica non cambierà le mie decisioni – fa eco Rosberg alla belga Sporza – Avevo la vittoria a un passo e l'ho persa, il che è incredibilmente deludente e difficile da accettare. Ma alla fine ho perso una gara e Hamilton l'ha vinta: tutto lì. Alla Mercedes mi trovo bene: questa è la mia famiglia e spero di rimanerci anche in futuro». Ma l'impressione è che di questa rivalità che vale ben più di un Mondiale, finora, abbiamo assistito solo alle prime puntate.