19 ottobre 2019
Aggiornato 08:30

Milan: è Dzeko l'ultima follia del mercato

La notizia di giornata è quanto mai destabilizzante per il già tormentato popolo rossonero: secondo radio mercato Galliani sarebbe al lavoro per cedere Bacca e rimpiazzarlo con il centravanti bosniaco della Roma edin Dzeko, protagonista di una stagione fallimentare in giallorosso. Sarebbe l’ennesima prova che la carriera dell’ad milanista volge al capolinea.

MILANO - Sogno o son desto? La domanda rimbalza da un capo all’altro dell’Italia tra tutti i tifosi rossoneri sparpagliati lungo lo stivale. L’idea di mercato di giornata, raccontata con enfasi da tutti i quotidiani sportivi, ha avuto il potere di destabilizzare definitivamente un ambiente - quello milanista - il cui equilibrio precario è già causa di scivolate e cadute continue, sia a livello societario che di squadra.
Si parla di mercato e dell’ultima suggestione (chiamamolo pure incubo) che secondo gli operatori di mercato pare aver animato le ultime giornate lavorative di Adriano Galliani: cedere Bacca - al Bayern, al Real Madrid o addirittura in Cina - e rimpiazzarlo con Edin Dzeko.

Operazione Dzeko
Si avete letto bene, proprio quel Dzeko, il centravanti bosniaco pagato meno di un anno fa la ricca cifra di 18 milioni (mai quanto i 30 spesi da Galliani per Bacca), capace di farsi notare alla Roma solo per i clamorosi errori sotto porta, le palle gol sciupate a 30 cm dalla linea bianca, i lisci vergognosi, le panchine in serie, i frizzi e i lazzi degli stessi tifosi giallorossi. Ecco, pensare che all’alba di una stagione definita di rifondazione totale, il Milan possa ripartire dal centravanti più scadente visto nel campionato italiano dai tempi di Luther Blissett, appare un sgarbo inaccettabile per i tifosi rossoneri.

Quel pensiero infingardo
Se poi foste dei malpensanti e voleste una conferma delle vostre lugubri teorie secondo cui l’amministrato delegato del Milan starebbe in realtà lavorando sottotraccia per il bene della Roma - e già da diversi mesi - questa potrebbe essere la volta buona. Provate a pensare, ad esempio, alla doppia operazione della scorsa estate che ha visto il trasferimento di Romagnoli e Bertolacci dalla capitale a Milanello per la cifra sconsiderata di 45 milioni di euro. Oppure alla cessione di El Shaarawy in giallorosso nella sessione invernale del mercato per un misero pugno di lenticchie (2 milioni per il prestito con diritto di riscatto fissato a 12), tanto da far dire proprio qualche giorno fa al direttore sportivo della Roma Walter Sabatini: «Riscatteremo l’attaccante dal Milan perché la cifra richiesta è congrua» (tradotto in italiano, diciamo pure bassa).

Quante operazioni discutibili
Sono mesi che continuiamo a domandarci perché mai i giocatori che passano dalla Roma al Milan vengono pagati un prezzo superiore al loro reale valore di mercato, mentre quelli che fanno il percorso inverso esattamente il contrario. E la risposta può essere cercata solo in una doppia  alternativa: o realmente Galliani sta facendo gli interessi della società capitolina anziché quelli del club di via Aldo Rossi oppure, a differenza del suo omologo Sabatini, non è più in grado di fare mercato.

Ha fatto il suo tempo
Noi siamo pronti a puntare tutti i nostri averi sulla seconda opzione, che non si discosta poi granché dal pensiero comune dell’intero mondo del calcio. Non c’è nulla di losco nell’attività di Galliani, è solo che l’ad rossonero ha ormai fatto il suo tempo e sarebbe opportuno, soprattutto per il Milan, che appendesse il telefonino al chiodo e lasciasse spazio a qualche giovane e brillante direttore sportivo. Chissà, magari questa ventata di aria nuova proveniente dalla Cina porterà dei cambiamenti importanti anche a livello societario, per il bene dell’ex club più titolato al mondo e dei suoi - ormai sconfortati - tifosi.