2 dicembre 2020
Aggiornato 19:30
Calcio - Serie A

Milan, già svaniti gli effetti miracolosi della cura Brocchi

Al cospetto di un Carpi chiuso e ordinato, il Milan ha presentato i soliti difetti: squadra lenta, involuta, svogliata, priva di cattiveria a agonistica e voglia di vincere. Deludenti le 4 B, Boateng, Bacca, Bonaventura e Balotelli. E al 90’ solo un miracolo di Donnarumma ha impedito al Milan una rovinosa sconfitta.

MILANO - Il commento più azzeccato a fine partita è quello di Gene Gnocchi, con un tweet carico del consueto sarcasmo: «Dopo aver visto Milan-Carpi, Savicevic ha deciso di rimettersi a giocare». Fotografia spietata che però rispecchia a pieno un concetto inoppugnabile: in un Milan così brutto, pure adesso - a quasi 50 anni - uno come il Genio farebbe la differenza.

Milan, siamo alle solite

E dire che alla vigilia di questo appuntamento, che poteva rivelarsi decisivo per il prosieguo della stagione rossonera, in molti vaticinavano una vittoria del Milan a mani basse, forse suggestionati oltre misura dalla vittoria conseguita dai Brocchi boys sul campo della Sampdoria domenica sera. 

E invece, come se gli effetti benefici del cambio panchina fossero evaporati in una settimana, quello che è sceso in campo a San Siro contro il Carpi è sembrato il solito vecchio Milan: lento, involuto, svogliato, pigro, indolente, annoiato, in una parola sola inguardabile, quel Milan che ha spinto Silvio Berlusconi a licenziare Sinisa Mihajlovic a sei giornate dalla fine del campionato, come se fosse il serbo l’unico responsabile di questo ennesimo fallimento.

Brocchi come Mihajlovic

Oggi forse anche il presidente rossonero si sarà reso conto che le colpe non erano tutte del tecnico, visto che Cristian Brocchi, al suo esordio a San Siro sulla panchina, ha schierato una squadra con le stesse inguaribili pecche evidenziate finora dal Milan.

«Ci è mancata la fase di finalizzazione - si è giustificato a fine partita il neo allenatore rossonero -. Abbiamo avuto poca rabbia nell’andare a far gol. Abbiamo tenuto in mano il gioco, penso ci sia stato tra il 75 e l’80% di possesso palla, anche con giocate di qualità. C’è mancata solo la cattiveria agonista. Purtroppo, alla fine il risultato è questo».

Mancano tre tacche di qualità

Magari si trattasse solo di assenza di cattiveria agonistica. Checchè ne dica Brocchi, sulla scia di quanto sostenuto a gran voce dalla premiata ditta Berlusconi-Galliani, a questo Milan mancano almeno 3 tacche di qualità in mezzo al campo. Logico che se a una squadra già scadente di suo, aggiungiamo anche un’inesistente organizzazione tattica e l’assoluta mancanza di voglia di vincere, lottare su ogni pallone e sacrificarsi per i compagni, i risultati sono come quelli visti contro il Carpi.

Bacca furioso con Brocchi

A pesare pesantemente sul risultato finale anche il mancato apporto offerto dalle punte in zona gol. Balotelli ha fatto un passo indietro rispetto all’incoraggiante prestazione di Genova, ma a deludere maggiormente sono stati Bacca e Menez, protagonisti del cambio che ha mandato su tutte le furie il colombiano, uscito dal campo senza salutare nessuno e scappato via da San Siro prima di tutti. 

«Era in trance agonistica - il tentativo di giustificazione di mister Brocchi - è stata una reazione a caldo. Sicuramente da stigmatizzare, ma non succederà più, mi spiace solo che non abbia dato la mano al suo compagno. Perché il cambio? Avevo bisogno di un giocatore che riuscisse a saltare l’uomo e darci ampiezza, facevamo troppe giocate centrali. Menez in quel momento poteva garantirmi quello».

Il miracolo di Gigio

Così purtroppo non è stato e alla fine è stato Donnarumma, con un autentico miracolo al 90’, a salvare il Milan da una clamorosa capitolazione. Tutto demerito di Montolivo, capace di perdere un pallone sanguinoso in fase di disimpegno e liberare Crimi a tu per tu con il piccolo grande Gigio: balzo felino dell’uomo da Castellammare di Stabia e palla strappata via dall’incrocio dei pali sotto l’occhio vigile di Antonio Conte, che a questo punto avrà preso la sua decisione su chi portare in Francia come terzo portiere.

Al Milan resta solo un punto e la sensazione di aver sprecato l’ennesima occasione. A Brocchi invece resta tanto, ma proprio tanto lavoro da fare.