26 settembre 2020
Aggiornato 17:30
Calcio | Milan

Berlusconi e Mihajlovic, parole d’addio

Il botta e risposta a distanza tra presidente e allenatore del Milan non sembra lasciar spazio a dubbi di sorta: il prossimo anno non sarà più Mihajlovic l’allenatore del Milan. E in maniera velata, anche Galliani conferma la cosa.

MILANO - Doveva essere il girone delle rivincite. E per un po’ lo è anche stato. Poi qualcuno ha spento la luce e il magic moment del Milan è inesorabilmente finito. Prendiamo ad esempio le ultime tre giornate: nel girone d’andata, contro Sassuolo, Chievo e Lazio, i rossoneri avevano ottenuto 9 punti, frutto di tre preziose vittorie; nel ritorno la conta si ferma a 2 miseri punticini, grazie ai pareggi ottenuti dal Milan contro veronesi e romani e la sconfitta in casa dei neroverdi emiliani.

Milan scarico troppo presto
Alla faccia della scalata ai piani alti della classifica. La verità è che se qualcuno non si sbriga a suonare la sveglia a Milanello, oltre ad arrivare completamente scarichi all’appuntamento clou della stagione, la finale di Coppa Italia contro la Juventus in programma allo stadio Olimpico di Roma il prossimo 21 maggio, si rischia di compromettere irrimediabilmente anche la sesta piazza in campionato, che vuol dire Europa League anche in caso di sconfitta contro i bianconeri.
Assurdo che in Casa Milan si parli di squadra svuotata, scarica e senza obiettivi quando ancora non è stato conquistato nulla. 

Sinisa dead man walking
Certo, le continue picconate di Berlusconi non aiutano e l’opera di delegittimazione del presidente rossonero nei confronti di Sinisa Mihajlovic, scientificamente messa in atto domenica dopo domenica, sta producendo risultati impensabili.
È di ieri la battuta dell’imperatore di Arcore sulla qualità del gioco espresso dai rossoneri («Io ho visto il Milan di Schiaffino, siamo seri»), rilasciata al momento di entrare a San Siro prima di assistere a Milan-Lazio. Ma oggi l’ex premier è tornato a parlare della sua creatura e del sempre più «dead man walking» Mihajlovic.

Berlusconi: «Deluso dal gioco del Milan»
«Il Milan deve concludere la stagione e alla fine decideremo - le parole di Berlusconi ai microfoni di RTL 102.5 -. Io sono deluso dal gioco che il Milan ha messo in campo, spero che in quest’ultimo periodo qualcosa possa cambiare».
Inutile sperarci. Il materiale umano è quello che è, le risorse psicofisiche sono agli sgoccioli e l’entusiasmo della truppa è ai minimi storici. Con la certezza che il condottiero di Milanello l’anno prossimo sarà altrove, è possibile recuperare la concentrazione giusta per non sbracare definitivamente a due mesi dalla fine della stagione?

«Mihajlovic: «Si, potrei andarmene»
La risposta è no, non è possibile, anche perché pure Mihajlovic, finora estremamente cauto nelle dichiarazioni sul suo futuro, si è lasciato andare ad una previsione che lascia spazio all’unico scenario possibile, l’addio a giugno: «Se me ne vado? Si, può succedere», le parole del tecnico serbo nell’immediato dopogara di Milan-Lazio.
Ormai nessuno più fa nulla per nascondere la cosa, nemmeno Adriano Galliani, a cui spetterà il compito di mettere la parola fine alla querelle tra presidente e allenatore: «Le voci non devono disturbare il Milan. Il Bayern ha vinto con allenatori che sapevano già di andare via. Sono ultra-professionisti, guai se una notizia potesse turbarli. Nelle altre nazioni si danno gli annunci con tanti mesi d’anticipo e non succede nulla».
L’avviso ai naviganti è arrivato, prepariamoci all’ennesima rivoluzione rossonera, perché non c’è mai limite al peggio.