I top e i flop Frosinone-Milan 2-4

Milan, il Natale delle occasioni perdute

La preziosa ed incoraggiante vittoria ottenuta sul campo del Frosinone, sommata all’inattesa sconfitta interna dell’Inter, aumenta il rammarico dei rossoneri per i 4 punti persi contro Carpi e Verona che avrebbero proiettato il Milan ad un passo dalla vetta. Mihajlovic perņ puņ consolarsi con la prima rimonta dei suoi ragazzi.

TOP

1) HONDA – Sembrava pronto per il prepensionamento e invece ecco la dimostrazione che il samurai triste c’è e che Mihajlovic può ancora fare affidamento su di lui. Inizio lento, poi l’ossigenato giapponese prende le misure del Matusa, scambia uno sguardo d’intesa con il compagno di binario Abate, e inizia la festa. Nel secondo tempo il Milan ribalta la partita su quella fascia - la destra - e Honda è il protagonista: crea azioni importanti (clamorosa quella fallita proprio da Honda al 3’ della ripresa) e offre al terzino rossonero un assist no look al bacio che vale il pareggio e l’inizio della rimonta. Le più belle parole per lui sono quelle del tecnico a fine partita: «Se gioca sempre così il titolare è lui». È proprio questo il problema: se giocasse sempre così sarebbe Cristiano Ronaldo. Invece il samurai triste non gioca sempre così, anzi quasi mai…e infatti è solo Keisuke Honda. MIRAGE

2) ABATE – «Il gol di Abate è un evento più importante del Giubileo». È con la consueta ironia che il popolo rossonero accoglie sul web l’epocale segnatura di Igna-gnazio al Frosinone. Una rete peraltro cercata, voluta e meritata a corollario di una prestazione da 7 in pagella del biondo telepass rossonero. Peccato che adesso arrivi la sosta natalizia perché Abate sembrava essere entrato in quella sorta di trance agonistica che si ripete per lui con la frequenza dei passaggi della cometa di Halley. ILLUMINATO

3) BONAVENTURA – E meno male che non doveva neppure giocare. Rimasto in dubbio fino all’ultimo per un indurimento muscolare che aveva destato più di qualche preoccupazione, Jack inizia il match quasi sulle punte per paura di peggiorare la situazione. Poi, scongiurato il pericolo, entra in partita e la rivolta come un calzino: quasi segna il gol del 2-1 (rete scippata da Bacca), piazza il suo settimo assist in campionato e firma la rete del definitivo 4-2 spegnendo le velleità di rimonta del Frosinone e regalando un Natale sereno a tutti i tifosi rossonero. SANTA CLAUS

FLOP 

1) DE SCIGLIO – Si sussurra che il buon Mattia sarà il prossimo protagonista della serie tv in onda su Sky «In Treatment». Solo sul lettino di uno psicanalista potrebbe essere cercata una soluzione alla misteriosa involuzione di quello che fino a qualche tempo fa era considerato l’erede di Maldini e uno dei prospetti più interessanti non solo del football rossonero, ma dell’intero panorama calcistico nazionale. Ormai i problemi fisici sembrano definitivamente messi da parte eppure il terzino cresciuto nel vivaio del Milan continua a non convincere. Mihajlovic sembra intenzionato ad insistere su di lui, ma fino a quando? DESAPARECIDO

2) DONNARUMMA - I suoi 5 minuti di «esuberanza» a cavallo tra il 10’ e il 15’ del primo tempo valgono una fornitura completa di Coramina per tutti i tifosi milanisti: primo rinvio sbagliato con i piedi e occasione d’oro per il Frosinone, secondo rinvio sbagliato con i piedi e altra occasione d’oro per il Frosinone e per finire uscita a metà campo con avversario abbattuto e rischio cartellino rosso sanguinoso. Poi per fortuna si placa e ritorna ad essere il vecchio e saggio sedicenne capace di dare sicurezza a tutta la squadra. I due gol incassati dal Frosinone non pesano sulle sue spalle, ma quei 5 minuti… VOGLIO UNA VITA SPERICOLATA

3) ROMAGNOLI – Sarà stata la vicinanza da casa (oggi ad Anzio è in programma una festa in suo onore), ma contro il Frosinone Romagnoli non disputa certo la sua miglior partita: coautore, insieme al compagno di reparto Alex, del miracolo dell’apertura delle acque in occasione del gol di Ciofani, e protagonista in negativo in almeno un paio di circostanze (una anche a rischio cartellino rosso), l’ex doriano resta il difensore più forte del Milan e la colonna portante dell’architrave rossonero. E nessuno si azzardi a dire che i 25 milioni spesi da Galliani per portarlo al Milan sono stati una follia. Se pensiamo che il Manchester City ha speso 40 milioni per prendere Mangala dal Porto e altri 45 per strappare Otamendi al Valencia - avessi detto Beckembauer e Franco Baresi - oggi il valore di Romagnoli potrebbe aggirarsi tranquillamente sui 50. CONFUSO E FELICE