11 dicembre 2019
Aggiornato 09:00

Milan, ora Mihajlovic ha un nemico in più

Impegnato nella difficile rincorsa alla vetta della classifica, oggi il Milan deve preoccuparsi del rapporto complicato tra allenatore e tifoseria. La protesta inscenata dalla curva martedì sera contro il Crotone è solo l’ultimo atto di una tensione latente che, in caso di ulteriori insuccessi, potrebbe deflagrare in maniera preoccupante.

MILANO - Come se non bastasse l’ostracismo berlusconiano, il risultati altalenanti (e nel complesso deludenti) della squadra, i rapporti precari con una parte dello spogliatoio e la difficile gestione del complesso universo Milan, ecco un altro problema a complicare la già non semplicissima esperienza di Sinisa Mihajlovic sulla panchina rossonera.
L’evento scatenante è riconducibile alla gelida - non solo dal punto di vista atmosferico - serata di Coppa Italia di martedì scorso quando il Milan ha avuto ragione di un ottimo Crotone al termine di 120 minuti di sofferenza inaudita. Al termine dei due tempi regolamentari, sul deprimente risultato di 1-1 maturato al termine di un match dominato in lungo e in largo dalla brillante compagine calabrese - seconda in serie B -, la curva sud di San Siro, cuore pulsante del tifo rossonero, si è letteralmente svuotata. Segno inequivocabile dell’insofferenza del popolo milanista di fronte ad un’esibizione talmente umiliante.

L’ironia di Sinisa sgradita ai tifosi
Al termine della gara, per nulla conscio della gravità di una protesta così compatta del tifo organizzato a seguito della pessima figura fatta dal suo Milan, il tecnico Mihalovic si è lasciato ad una battuta superficiale e probabilmente fuori luogo: «Non ho visto dove è andata la Curva, chiedete a loro, sicuramente avranno sentito freddo».
Peccato che il freddo polare avvertito dai fans rossoneri fosse riconducibile solo al mortificante spettacolo offerto dalla squadra. Resta il fatto che l’uscita del tecnico serbo non è stata affatto gradito dalla tifoseria rossonera, sconcertata di fronte alla pochezza messa in campo da quello che una volta era considerato il club più titolato al mondo.

Un rapporto difficile fin dall’inizio
Un rapporto, quello tra Sinisa Mihajlovic e frangia estrema della tifoseria milanista, non iniziato sotto i migliori auspici. Al momento della sua firma in via Aldo Rossi, in tanti riesumarono quelle dichiarazioni datate 2010 in cui l’allenatore serbo prendeva posizione in maniera netta contro quelli che in seguito sarebbero diventati i suoi colori: «Io sono fatto così, forse sbaglio. Posso anche morire di fame, sarebbe difficile da rifiutare, ma se succedesse non potrei mai allenare il Milan. Ho passato quattro anni nell'Inter e sono interista».

Quello striscione prima di Milan-Sassuolo
Le prime parole di Mihajlovic a Milanello («sono cresciuto da allora, oggi non ripeterei quei discorsi») sono servite al momento a stemperare le tensioni, ma poi sono arrivati i risultati deludenti della squadra ad esacerbare gli animi, tanto che prima di Milan-Sassuolo la dura contestazione della tifoseria rossonera nei confronti di tutti, da Berlusconi a Galliani, fino all’ultimo dei calciatori, non ha risparmiato neppure il tecnico. Tra i tanti striscioni esposti nella curva sud deserta, quello riservato a Mihalovic era impietoso: «Un allenatore che a parole si è dimostrato un grande sergente, ma nello spogliatoio e sul campo non ha cambiato niente».

Mihajlovic, a Carpi attesa la contestazione
A fine partita, rinfrancato da un successo complicatissimo ma prezioso, il tecnico aveva provveduto a raffreddare gli animi con dichiarazioni concilianti nei confronti del popolo rossonero: «Hanno tutto il diritto di contestare, finché è una protesta civile. Ma ringrazio i tifosi perché durante la partita hanno sostenuto la squadra».
Parole che avevano avuto il potere di rinsaldare un rapporto che sembrava compromesso. Oggi però siamo punto e daccapo e domenica contro il Carpi l’allenatore rossonero è atteso da una dura contestazione da parte dei tifosi. Il timore della società è che questa nuova spaccatura tra tecnico e cuore pulsante della passione rossonera possa rivelarsi destabilizzante per l’ambiente e la rincorsa del Milan alla vetta della classifica.
L’obiettivo Champions League per la prossima stagione è proprio il minimo sindacale per Sinisa Mihajlovic. In caso contrario le incomprensioni del tecnico con i tifosi saranno proprio l’ultimo dei problemi in casa Milan.