19 giugno 2019
Aggiornato 04:30

Tre indizi fanno una prova: il Milan è tornato

Il terzo successo consecutivo, contrassegnato dalle prestazioni sontuose di 4 ex-giallorossi (Bertolacci, Cerci, Romagnoli e Mexes) evidentemente in clima derby, ha restituito il Milan agli onori delle cronache e ai primi posti della classifica. Ora c’è da affrontare l’Atalanta in piena emergenza infortuni e con Bonaventura squalificato.

MILANO - È stata definita la rivincita dei giallorossoneri. La strepitosa vittoria del Milan in casa della Lazio ha avuto quali protagonisti indiscussi ben quattro milanisti ex-Roma: Cerci, Bertolacci, Mexes e Romagnoli.
L’esterno nativo di Valmontone è l’uomo nuovo dell’attacco milanista, colui che grazie alla fiducia incondizionata accordatagli da mister Miajlovic è riuscito a scrollarsi di dosso la ruggine accumulata nella stagione scorsa divisa tra Atletico Madrid e Milan, diventando un protagonista assoluto della rinascita milanista. Contro i biancocelesti di Pioli, Cerci è stato decisivo nella realizzazione del primo gol rossonero (suo il tiro dalla distanza respinto in maniera incerta da Marchetti e ribadito in rete da Bertolacci), ha colpito un palo clamoroso e nel complesso ha stravinto il duello con Lulic tenendo costantemente in allarme la difesa avversaria.

I fantastici 4 ex-giallorossi
Anche Bertolacci ha un passato nella Roma, l’ex genoano ha timbrato il cartellino contro la Lazio, esattamente come Philippe Mexes, autore della zuccata vincente che ha portato il risultato sullo 0-2. Proprio il francese che, su questo stesso campo, pochi mesi fa aveva dato vita ad una delle sceneggiate più incresciose della storia del calcio.
Alessio Romagnoli invece non ha segnato, ma si è fatto notare lo stesso per l’eleganza, la classe, la pulizia degli interventi e la sensazione di sicurezza estrema manifestata nel corso di tutta la gara. Accanto a lui, prima Alex, poi Mexes, hanno potuto beneficiare di una tale abbondanza di talento e a goderne alla fine è stato tutto il Milan.

Che spirito di squadra
Se è vero che un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova, la terza vittoria consecutiva dei rossoneri di Mihajlovic può indubitabilmente rappresentare il segnale di svolta della stagione che tutto il popolo milanista aspettava con ansia. Finalmente la squadra ha giocato 90 minuti da Milan, non solo un tempo come contro il Chievo, e per la prima volta la squadra è riuscita a soverchiare gli avversari apparsi letteralmente impotenti di fronte alla voglia di lottare e di vincere dei ragazzi di Mihajlovic. Intensità, corsa, pressing, creatività, raddoppi, inserimenti, attenzione, la vittoria sul campo della Lazio è stata una summa di tutto ciò che il tecnico serbo pretende dai suoi ragazzi, una partita paradigmatica di come dovrebbe e potrebbe diventare la stagione rossonera continuando su questa strada.

Tre infortuni e una squalifica
Ad oscurare il cielo su Milanello e a rendere inquieti i sonni dell’ex allenatore doriano, le notizie provenienti dall’infermeria, improvvisamente piena dopo il successo dell’Olimpico. Dalla trasferta romana sono tornati malconci in tre, Bertolacci e Alex costretti addirittura ad uscire a gara in corso, sostituiti da Poli e Mexes, Montolivo invece è uscito dal campo con i crampi e qualche leggero problemino muscolare.
Se a questo aggiungiamo anche il gravissimo cartellino giallo rimediato da Jack Bonaventura che costringerà l’ex atalantino ad osservare un turno di squalifica e guardare dalla tribuna di San Siro il confronto con la sua ex squadra, il quadro preoccupante in casa Milan è completo.

Galliani: «Troveremo 11 uomini per l’Atalanta»
L’amministratore delegato Galliani, rassicurando tutti sulle condizioni del brasiliano Alex costretto ad una notte in ospedale dopo lo scontro ad alta quota con il compagno di squadra Kucka, ha provato a dispensare serenità nell’ambiente rossonero: «Troveremo sicuramente undici uomini per affrontare l’Atalanta».
Sarà indispensabile però tenere alta la concentrazione perché i nerazzurri di Reja hanno già ottenuto 17 punti in classifica, e non per caso. L’errore più grande potrebbe essere quello di sottovalutare l’impegno. Serve vincere per dare continuità al progetto di crescita ed a quel punto nessun traguardo sarà più vietato al nuovo Milan targato Mihajlovic.