27 novembre 2021
Aggiornato 11:30
Calcio - Serie A

Un Milan «double face» vince ancora

Contro un Chievo inoffensivo basta un Milan bello a metà, ma adesso arriva la prova del nove: un successo all’Olimpico contro la Lazio domenica sera infatti garantirà ai rossoneri di Mihajlovic il nono punto in tre partite e l’ufficiale dichiarazione di «fuori pericolo».

MILANO - È ancora presto per sciogliere la prognosi definitiva, ma a Milanello, dopo il secondo successo consecutivo, risicato e sofferto quanto si vuole ma preziosissimo, si respira un’altra aria. E non ci sarà da attendere molto per avere gli esiti dell’esame decisivo per i rossoneri: dopo il «double» contro Sassuolo e Chievo, domenica sera i ragazzi di Mihajlovic sono attesi da un delicatissimo test allo stadio Olimpico, in casa di quella Lazio che in trasferta continua ad infilare brutte figure, ma tra le mura amiche cambia pelle e diventa una squadra pressoché imbattibile (5 vittorie in 5 partite, condite da 11 gol fatti e uno solo subito, dovrebbero essere sufficienti a rendere l’idea).
Sarà l’occasione giusta per capire il reale valore del Milan, individuarne gli obiettivi e definire in maniera chiara di che pasta è fatta questa squadra, fin qui pallida comprimaria in un campionato che sembra aver già scelto le sue regine mediterranee, Roma e Napoli.

Primo tempo indecente
Sinisa Mihajlovic avrà indubbiamente tratto spunti interessanti dal successo contro i clivensi di Rolando Maran. Il Milan gioca un primo tempo che definire indecente è fare un torto all’indecenza, 45 minuti di calcio che saranno usati nelle principali terapie per curare l’insonnia. Mai più di due passaggi consecutivi, ardore ai minimi storici, polveri bagnatissime dallo scrosciante acquazzone abbattutosi in serata su San Siro, ma soprattutto una dilagante sensazione di mediocrità diffusa in ogni settore del campo. Nessuna idea, nessun movimento senza palla, nessuna invenzione, il nulla assoluto che scatena prima la rabbia e poi il sarcasmo dell’ormai disperato popolo rossonero: «Il primo tempo più brutto della storia del calcio....è sempre più il Milan dei record!!», oppure «I tifosi della Sud ancora cantano..applausi a tutti, vuol dire che almeno loro non si sono addormentati», alcuni dei tweet apparsi nel corso della prima frazione di gioco.

Il miracolo negli spogliatoi
Poi il miracolo, naturalmente riconducibile al discorso tutt’altro che accomodante fatto da Sinisa Mihajlovic negli spogliatoi. Ed infatti i rossoneri, malgrado la pioggia battente, entrano in campo con un fiero cipiglio d’altri tempi, ribaltano letteralmente i fin lì troppo rinunciatari avversari e capovolgono le sorti del match e soprattutto l’umore dei tifosi. Impressionante il conto delle occasioni da gol create dai rossoneri in appena 45 minuti di gioco, probabilmente più di quelle avute in tutte le precedenti 9 partite. Oltre alla rete realizzata da Antonelli, frutto di una straordinaria combinazione nello stretto con Bonaventura e Bacca, il Milan va vicinissimo al gol con un ringalluzzito Kucka (almeno 3 volte), Bacca (clamoroso il pallone mancato a 10 cm dalla linea di porta), Bonaventura, Cerci e perfino con Luiz Adriano, entrato al 91’ e comunque in grado di trovarsi a tu per tu con il portiere ospite Bizzarri. 

Panico al 93’
Eppure, malgrado una ripresa giocata con vivacità, brillantezza, entusiasmo, consapevolezza nei propri mezzi e voglia di vincere, la seconda rete necessaria per mettere al sicuro il risultato non arriva, evidenziando i limiti ancora evidenti di questo Milan: mancanza di lucidità sotto porta, imprecisione, frenesia.
E così quel pallone sporco che spiove al 93’ nell’area di rigore rossonera e  che il baby Donnarumma liscia clamorosamente, fortunatamente per una leggerissima spinta del centrocampista del Chievo Pinzi che l’arbitro Calvarese punisce, toglie a tutti i tifosi milanisti almeno 10 anni di vita.

Contro la Lazio serve il Milan della ripresa
Il bilancio finale comunque è decisamente positivo: secondo successo interno consecutivo, tre punti utili a mantenere inalterato il distacco dalle zone alte della classifica, prima partita conclusa con la porta inviolata e nel complesso una sensazione di crescita compatta da parte di tutta la squadra.
La settimana di fuoco per Sinisa Mihalovic sembra indirizzata al meglio, ma - come detto - manca l’esame decisivo. All’Olimpico contro la Lazio non basterà il Milan double-face, serve un unica faccia, quella del secondo tempo. Altrimenti il rischio di un’altra topica sbandata è tutt’altro che da escludere e allora si che la panchina del tecnico serbo sarebbe davvero in pericolo.