2 aprile 2020
Aggiornato 05:00
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Barrichello: «La Ferrari vincerà. Io? Ho ancora un sacco di voglia di correre»

Anche l'ex pilota della rossa è convinto del potenziale della nuova Scuderia rivoluzionata: «Dopo aver migliorato il motore, nel 2016 dovrà concentrarsi sul telaio, ma la macchina è già buona e gli uomini sono quelli giusti»

ROMA – Il fuoco di paglia della vittoria a Singapore è durato poco: è bastata solo una settimana alla Mercedes per tornare a dominare sulla Formula 1. Ma per la Ferrari l'aggancio alla testa della classifica non è definitivamente fallito, solo rimandato. Come tutti, dagli addetti ai lavori di Maranello agli osservatori esterni, si aspettano sarà il 2016 la stagione in cui la rossa scommette di poter lottare finalmente ad armi pari con le frecce d'argento. Una previsione che conferma anche un uomo che la Ferrari la conosce bene: Rubens Barrichello. Lo storico compagno di squadra di Michael Schumacher al Cavallino rampante ci dà il suo punto di vista sul Mondiale e sulla Scuderia.

Rubinho, come vedi questa lotta tra Ferrari e Mercedes? Ci sono concrete possibilità di aggancio nel 2016?
Credo proprio di sì. Hanno tutto quello di cui c'è bisogno per tornare a vincere. Il lavoro, adesso, non riguarda più soltanto il motore, ma la traduzione in pista dei risultati della galleria del vento: si tratta di un compito impegnativo, ma la macchina mi sembra già buona. Purtroppo, per adesso, la Mercedes va ancora più forte.

La squadra è cambiata molto dai tuoi tempi, e quest'anno ha subìto una vera e propria rivoluzione. Come ti sembra la struttura attuale a Maranello? Ci sono gli uomini giusti?
Non sono all'interno per poter giudicare, ma dall'esterno direi di sì. Vedo che Maurizio Arrivabene sta facendo un buon lavoro, mi sembra la persona giusta al posto giusto. E poi Sebastian Vettel ha la motivazione che serve per portare la Ferrari alla vittoria: da bambino ha sempre sognato questa macchina.

Dalla Ferrari passiamo al Gran Premio d'Italia. Tu che a Monza hai anche vinto con la rossa, sei dispiaciuto che rischi di uscire dal Mondiale?
Sì. Ci sono dei pilastri storici in Formula 1 che dovrebbero restare per sempre. Un campionato senza una gara a Monza non sarebbe lo stesso.

Come hai reagito alla notizia dell'incidente del tuo storico compagno di squadra Michael Schumacher?
L'unica cosa che posso fare è pregare. Non si sa se le notizie che trapelano siano vere o meno, quindi lascio sempre tutto nelle mani di Dio.

E tu che progetti hai, invece? Continui a correre?
Sì, in Brasile. Ho ancora molta voglia. Ho vinto il campionato sudamericano di go-kart Dd2 e mi sono qualificato per il Mondiale in Portogallo. A novembre andrò a correre lì, insieme ai bimbi.

Riparti dalle origini, insomma.
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