12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Calcio | Milan

Mihajlovic si interroga sul cambio di modulo

Dopo la sconfitta maturata nel derby appaiono sempre più evidenti le difficoltà del Milan nel creare occasioni da gol. Evidente la mancanza di un trequartista in grado di svolgere determinati compiti. Ma allora perché in estate, dopo aver deciso di cambiare modulo, non sono stati fatti i doverosi aggiustamenti sul mercato?

MILANO - La misura delle difficoltà in cui è costretto a nuotare Sinisa Mihajlovic nelle ultime ore è evidenziata da una semplice considerazione: quella che si è rivelata la più lieta sorpresa della domenica calcistica rossonera, l’inattesa risposta offerta da Mario Balotelli al momento del suo ingresso in campo, potrebbe rivelarsi presto una fastidiosa gatta da pelare per il tecnico serbo.
Sarà difficile infatti da questo momento in poi lasciare in panchina un attaccante capace - in appena mezz’ora di gioco - di tirare verso la porta avversaria più di quanto tutti i suoi compagni messi insieme abbiano fatto nel corso di ben tre partite. L’anemia delle conclusioni a rete continua ad essere preoccupante in casa Milan (ultima squadra in questa speciale classifica con appena 7 tiri in porta in 180 minuti), amplificata dal fatto che la qualità offensiva dei calciatori a disposizione di Mihajlovic è innegabile.

Perché un modulo con il trequartista?
Ed eccoci così tornare inevitabilmente all’annosa questione di una rosa costruita male. Se dopo anni in cui il Milan ha privilegiato l’utilizzo del tridente si decide, grazie alle scelte del nuovo tecnico rossonero ma soprattutto al diktat berlusconiano, di cambiare modulo e propendere per un 4-3-1-2 con l’utilizzo di un trequartista, la prima cosa da fare sul mercato dovrebbe essere proprio quella di colmare una lacuna evidente nella rosa milanista: acquistare un calciatore con determinate caratteristiche.
A meno che a Milanello non si pensi seriamente che Keisuke Honda o peggio ancora lo spagnolo Suso siano in grado di svolgere determinate mansioni.

Tanti adattati ma nessuno di ruolo
Ovvio che in una squadra composta da quasi 30 calciatori qualcuno in grado di essere adattato nel ruolo si trova sempre, nella fattispecie Bonaventura (ormai principalmente un attaccante esterno o secondariamente una mezzala) oppure Menez (anche il francese ormai preferisce di gran lunga giostrare come punta centrale piuttosto che come trequartista), ma è altrettanto evidente che la specificità in un ruolo così delicato per le fortune di una squadra è fondamentale.
Altrimenti provate a spiegarvi come mai, pur avendo a disposizione due attaccanti extralusso come Bacca e Luiz Adriano (senza contare Balotelli in panchina) il Milan non riesce proprio a costruire un numero sufficiente di occasioni da gol.

Galliani colpevole sul mercato
Come sottolineato più volte, la confusione regna sovrana in via Aldo Rossi. Il colpevole principale, anzi no, diciamo proprio l’unico responsabile, è Adriano Galliani, artefice solitario di una campagna acquisti tanto sconclusionata quanto dispendiosa. Resta da capire se Sinisa Mihajlovic sia stato complice di una strategia di mercato evidentemente discutibile oppure l’abbia subita senza aver la forza di imporsi.
Resta il fatto che, dopo aver speso quasi 90 milioni in estate, tutti, da Berlusconi all’ultimo dei tifosi milanisti, si sarebbero aspettati una rosa completa, rinforzata in ogni reparto e pronta a battagliare con le rivali per la conquista dello scudetto.
Invece la strada da fare è ancora lunga e tortuosa e a questo punto spetterà solo all’allenatore rossonero trovare qualche soluzione, naturalmente adattata, perché al Milan le cose semplici non sono mai piaciute.