8 aprile 2020
Aggiornato 17:30
Calcio - Serie A

Il Milan ora fa i conti con gli errori di Mihajlovic

I rossoneri del tecnico serbo ottengono la prima vittoria in campionato ma il primo a storcere la bocca è proprio l’ex sampdoriano. «L’unica cosa da salvare è il risultato», le parole di Mihajlovic al termine della partita, però iniziano a venire ad emergere i danni di una campagna acquisti scombinata, avallata proprio dall’allenatore.

MILANO - «I nostro attaccanti sono forti, ma devono arrivargli i palloni - l’asciutta analisi di Mihajlovic al termine del vittorioso esordio interno in campionato contro l’Empoli -. I due gol di stasera se li sono inventati altrimenti avremmo perso. In mezzo ci siamo prese poche responsabilità, abbiamo cercato troppi passaggi semplici. Oggi la differenza l’hanno fatta Bacca e Luiz Adriano, l’anno scorso questa partita si sarebbe persa perché non c’erano queste due punte». In un colpo solo, dall’allenatore rossonero, un applauso e una critica feroce alla campagna acquisti del Milan, sontuosa dal punto di vista degli investimenti, scombiccherata invece quanto a risultati ottenuti.
Il tecnico serbo infatti si coccola i suoi due attaccanti, bomber di razza capaci sabato sera di vincere la partita praticamente da soli, ma nello stesso tempo inizia ad avanzare qualche dubbio sulla legittimità di un reparto, quello centrale, che fa acqua da tutte le parti.

Mihajlovic: «Ci manca il coraggio»
Secondo Mihajlovic la causa di queste prestazioni sotto tono è legata ad un deficit di personalità («Ci manca un po’ di coraggio, siamo sempre a metà strada. Dobbiamo lavorare sulla testa ed entrare in campo con un’altra mentalità. Mi prendo tutte le responsabilità perché sono io che devo mettere nella testa dei giocatori questa convinzione, ma sono sicuro che ci riuscirò») ma a questo punto appare evidente che, oltre alla questione caratteriale, ci siano dei limiti tecnici che nessuno psicologo potrebbe risolvere. 

Un errore non pretendere un regista e scegliere De Jong
E qui arriviamo al problema principale del Milan 2015-16, imputabile purtroppo proprio a mister Sinisa: la scelta di Nigel De Jong regista della squadra. Impiegato come vertice basso del centrocampo, il mediano olandese è il vero e autentico limite della squadra rossonera, e le ultime deprimenti stagioni dell’ex club più titolato al mondo avrebbero dovuto certificarlo. Il nuovo capitano milanista non può essere schierato in quel ruolo, non può essere lui a dover far ripartire l’azione e non può essere lui a velocizzare la manovra. Non è nelle sue corde, nella sua cifra tecnica, quindi inutile insistere. L’errore più grande di Mihajlovic, appena arrivato al Milan, è stato chiedere il rinnovo dell’ex City anziché un regista nuovo di zecca, più funzionale al gioco rossonero, e i risultati solo lì sotto gli occhi di tutti. 

L'olandese poco regista ma anche poco filtro
Adesso, sia chiaro, non è il caso di caricare sulle spalle di De Jong tutto il peso dei fallimenti rossoneri, ma ad un giocatore con caratteristiche di rottura non si può chiedere di impostare il gioco. Tra l’altro, messe nelle spiacevoli condizioni di non poter svolgere a dovere le mansioni, il capitano del Milan perde spesso la bussola ed anche la lucidità per fare quello che invece sa far meglio: difendere davanti alla difesa. Ed infatti, nelle prime due giornate di campionato, la difesa del Milan è stata un autentico colabrodo. A Firenze il povero Rodrigo Ely si è ingenuamente immolato due volte, tanto da rimediare un’espulsione che poi ha segnato la partita; contro l’Empoli Diego Lopez è stato graziato dalla leggerezza degli attaccanti toscani, perché parliamoci chiaro, a bomber invertiti la partita sarebbe finita tanto a poco, e non a favore del Milan.

Un errore grave scegliere Nocerino e Suso titolari
Individuata la madre di tutte le colpe, aver avallato un mercato senza l’acquisto di un regista, a Mihajlovic va anche imputato l’incomprensibile errore di aver schierato contro i ragazzi di Giampaolo un quartetto di centrocampo assolutamente fuori fase: a parte De Jong, un fuscello in balia delle folate empolesi, e Bertolacci, ancora visibilmente intimorito dall’ombra inquietante di San Siro, ai tifosi è apparsa inspiegabile la scelta di puntare su Nocerino e Suso, due calciatori evidentemente non da Milan e da tempo sul mercato in attesa di una collocazione gradita ai due ragazzi.
Per fortuna, malgrado le discutibili scelte dell’allenatore, contro l’Empoli sono arrivati tre punti fondamentali, ma adesso è il caso di cambiare marcia e la sosta potrebbe essere preziosa. Tra due settimane, alla terza giornata di campionato, è previsto il derby contro l’Inter capoclassifica e non è più consentito sbagliare. A nessuno, nemmeno al sergente di ferro Mihajlovic.

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