28 febbraio 2021
Aggiornato 20:30
Calciomercato - Serie A

Milan, il rimpianto di Lodetti: «Che errore lasciarsi sfuggire Khedira»

Intervista esclusiva con il leggendario ex-centrocampista del Milan su tutti i temi del mercato rossonero. Prima parte dedicata al settore nevralgico della mediana, sua zona di competenza quando giocava accanto a Gianni Rivera: «In rosa manca un uomo in grado di velocizzare il gioco. Il tedesco Khedira sarebbe stato perfetto per Mihajlovic».

MILANO - Chi lo conosce bene lo sa: strappare Giovannino Lodetti, il celebre «Basleta» della storia rossonera, da una tiratissima partita di Scopa d’Assi è impresa pressoché epica. Eppure stavolta ce l’abbiamo fatta. Merito del richiamo del Milan, capace da sempre, fin da quando indossava quella leggendaria maglietta con le righe sottili rosse e nere e il numero 8 sulle spalle accanto a Gianni Rivera, di esercitare sull’ex centrocampista un fascino speciale.
Oggi Giovanni Lodetti, protagonista di uno dei Milan più vincenti della storia, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, è un apprezzato opinionista per il canale tematico rossonero e continua a dispensare le sue perle di saggezza a chi si prende la briga - e il rischio - di andare a scomodarlo mentre si diletta con gli amici a giocare a carte.
Ovvio parlare con lui di mercato, argomento particolarmente stimolante in questa torrida estate rossonera, grazie soprattutto alla ritrovata solidità economica dell’ex club più titolato al mondo e una campagna acquisti finalmente ricca, impegnativa e - dopo tanto tempo - all’altezza del prestigio rossonero. 

L’anno scorso è mancato il miglior Montolivo
Per Giovanni Lodetti però qualcosa ancora non torna: «Al Milan manca come il pane un calciatore in grado di velocizzare il gioco - il primo affondo dell’ex centrocampista rossonero -. L’anno scorso, complice anche il gravissimo infortunio subito con la maglia della Nazionale alla vigilia del Mondiali in Brasile, la squadra rossonera ha dovuto fare a meno del miglior Montolivo, quest’anno invece la speranza è di riaverlo fin dall’inizio in perfetta forma. Ma la verità è che in rosa manca l’uomo in grado di illuminare la scena con giocate veloci, rapide ed efficaci».

De Jong sarà anche lento ma è indispensabile
Qualche riferimento tutt’altro che indiretto a Nigel De Jong, elemento che secondo gli opinionisti e gli addetti ai lavori è la vera causa del problema della manovra lenta?
«Magari avere l’olandese piazzato lì davanti alla difesa, primo uomo a dover impostare il gioco, rallenta la manovra, ma le qualità di De Jong sono altre. Lui è uno sempre pronto all’intervento, al sacrificio, a dare una mano ai compagni; è dotato di una buona tecnica, personalità ed esperienza. Se sta bene, io De Jong lo lascio al suo posto. Più che il ruolo di centrale davanti alla difesa, attualmente metto in discussione le mezze ali che dovranno agire ai suoi lati e che dovranno essere molto più rapide di quanto abbiamo visto di recente».

Non si può chiedere di fare tutto a Bonaventura
Tutto sbagliato, tutto da rifare quindi nel centrocampo del Milan?
«Certo che no, abbiamo un buon fraseggio, facciamo un ottimo lavoro di interdizione proprio con Nigel De Jong, ma è impensabile chiedere a Bonaventura di fare tutto quanto è necessario per rendere più ficcante la manovra rossonera. Resto dell’idea che al Milan manchi un giocatore rapido nell’innescare i due attaccanti, perché se andiamo a riguardare gli ultimi due anni, il centravanti rossonero non l’ha mai presa. E invece i due nuovi acquisti del Milan nel reparto offensivo, Bacca e Luiz Adriano, sono dei grandi finalizzatori, ma hanno bisogno di essere serviti in velocità, opzione che al Milan attuale manca».

Khedira sarebbe stato l’uomo giusto per questo Milan
E il profilo di questo calciatore non potrebbe essere quello di Bertolacci?
«Si, potrebbe essere l’ex genoano, ma per lui sarà fondamentale trovare il ruolo più adatto, se quello di mezzala o magari da trequartista. La verità è che in questo Milan mi sarebbe piaciuto tanto il neo juventino Khedira, l’uomo giusto al momento giusto».

Peccato che purtroppo stavolta Adriano Galliani sia arrivato tardi.