21 aprile 2021
Aggiornato 11:00
Diamo i voti al Sachsenring

Le pagelle: Tre piloti in lotta per il titolo, un solo bocciato

Il vincitore del Gran Premio di Germania, Marc Marquez, e il leader della classifica mondiale, Valentino Rossi, sono promossi (insieme all'outsider Andrea Iannone). Rimandati, invece, Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo

SACHSENRING – Il Gran Premio di Germania ha accompagnato il Mondiale MotoGP al giro di boa stagionale (e alla pausa estiva) con dei verdetti in parte inaspettati: una Honda tornata irraggiungibile in testa, un Valentino Rossi che salva la giornata e la leadership iridata, uno Jorge Lorenzo che fallisce gli obiettivi minimi pur dando il massimo. Li riassumiamo nelle consuete pagelle dopo-gara del DiariodelWeb.it.

MARC MARQUEZ – voto 10 e lode. Per lui il Gran Premio di Germania suonava tanto come un'ultima chance (sempre ammesso che l'ultima chance non se la fosse già giocata in precedenza). E non l'ha fallita. Sulla sua pista amica per eccellenza, che lo vede imbattuto da sei anni a questa parte, ha dominato anche stavolta, dimostrando che ha finalmente trovato il modo di domare l'imbizzarrita Honda 2015. Forse lo ha trovato troppo tardi per reinserirsi nella lotta per il Mondiale. Ma ha dalla sua ancora tutta la seconda metà della stagione. In cui promette di non essere più la banale comparsa che è stato finora.

DANI PEDROSA – voto 7. Ormai lo si è capito benissimo: lo spagnolo ha la sindrome del secondo pilota. Quando la sua moto gira male, resta sperduto nelle retrovie. Ma quando sotto il sedere ha un mezzo che lo asseconda, come la Honda sta finalmente tornando ad essere, tira fuori il meglio di sé. Come in questa gara, in cui è riuscito a resistere bene all'assalto finale di Valentino Rossi. Bravo, ma i campioni sono fatti di un'altra pasta.

VALENTINO ROSSI – voto 8,5. Stando all'ordine d'arrivo, si è classificato terzo. Ma in realtà, il Dottore la sua gara l'ha vinta: quella di restare davanti al suo compagno di squadra e primo rivale per il titolo Jorge Lorenzo. Questo era il suo obiettivo principale della vigilia: presentarsi alla pausa estiva del campionato con un margine di vantaggio aumentato in classifica generale. Per giunta, ce l'ha fatta dopo un duello corpo a corpo con lo stesso Lorenzo culminato dal sorpasso finale. Come a dire: ricordati chi è che comanda. Per il successo in gara, poco male: ci saranno altri weekend a disposizione.

JORGE LORENZO – voto 5,5. Mi accuserete di essere troppo severo con lui, ma per lui la sufficienza equivaleva a guadagnare punti su Valentino. Non ce l'ha fatta, quindi il voto 6 lo ha mancato, benché per un soffio. E con tutte le attenuanti generiche del caso: un circuito che non ha mai amato, che non si adatta particolarmente alla Yamaha e una gara non così terribile. Anzi, ci ha anche provato, schizzando come un fulmine in testa al via. Poi, però, è stato gradualmente risucchiato dal gruppo, fino a chiudere quarto. Se vuole davvero giocarsi questo titolo, provarci non è abbastanza.

ANDREA IANNONE – voto 9. Ma quanto è bravo il pilotino di Vasto. Di cose eccellenti ne aveva fatte vedere già in passato. Eppure tutti, ma proprio tutti, erano convinti che questa per lui sarebbe stata una stagione di apprendistato: la prima in un top team. Altro che apprendistato: da un terzo di stagione in poi si è preso la leadership in squadra e ora, pur non riuscendo più la Ducati a lottare ad armi pari con Honda e Yamaha, si sta confermando stabilmente come primo degli inseguitori. Qui al Sachsenring ha disputato l'ennesima gara convincente, rintuzzando gli attacchi di Smith per il quinto posto. Se continua così, il potenziale della sua carriera è virtualmente illimitato.

ANDREA DOVIZIOSO – voto 4. Di pari passo con la crescita del suo compagno di squadra va il crollo di Desmodovi. E ci dispiace sinceramente, perché il pilota di Forlì ha dei numeri. Da troppe gare a questa parte, però, sembra brancolare nel buio: non trova più gli assetti giusti della sua Desmosedici GP15, in qualifica arranca lontanissimo da Iannone e in gara spesso finisce addirittura per terra, come è accaduto ieri per la seconda volta in tre gare. O trova il modo di mettere fine a questo estenuante calvario, e presto, oppure rischia seriamente di veder sfumare anche l'ultima vera occasione di vincere che avrà nella sua carriera.