13 giugno 2021
Aggiornato 07:00
Calciomercato

Milan, 120 milioni per convincere Ancelotti

Mandzukic, Bacca, Suarez, Gündogan sono i nomi promessi ad Ancelotti e su cui Adriano Galliani avrebbe già iniziato a lavorare. Ma siamo sicuri che siano i profili giusti per cercare di rianimare una squadra reduce da due stagioni fallimentari? Il mercato è ricco di campioni e potenziali fenomeni, ma bisogna essere bravi ad andarli a scovare.

MILANO - «Conosco Galliani da trentasette anni, non l'ho mai visto così deciso come stavolta con Ancelotti. Non lo dico per amicizia e per rispetto: è la verità», parola di Ernesto Bronzetti, uno che conosce fin troppo bene l’amministratore delegato rossonero per aver condotto con lui tante delle ultime operazioni sul mercato del Milan.
Certo che era convinto, aggiungiamo noi, probabilmente mai - almeno da diversi anni a questa parte - si era seduto ad un tavolo delle trattative sapendo di poter contare su un tesoretto di 120 milioni di euro per convincere l’interlocutore. E soprattutto mai aveva potuto garantire ad un allenatore un contratto triennale da 4 milioni di euro netti l’anno, che farebbero di Carlo Ancelotti l’allenatore più pagato della serie A.

Attesa mercoledì la risposta di Ancelotti
Malgrado questa generosa offerta, decisamente in controtendenza con la recente storia micragnosa del Milan, l’ex tecnico del Real Madrid ha preso tempo. Ancora qualche giorno, fino al prossimo mercoledì 3 giugno, per sciogliere la prognosi e comunicare ufficialmente alla società rossonera il si tanto atteso oppure il temuto no.
Usciamo subito dal complicato gioco delle probabilità, anche perché a influenzare Ancelotti nella sua scelta definitiva, sembrano esserci componenti di carattere sanitario (lunedì Don Carlo si sottoporrà a Vancouver ad un intervento per risolvere un problemino alla cervicale, dopodiché potrà avere un’idea più precisa del decorso post-operatorio e quindi della sua eventuale disponibilità a tornare in fretta in panchina), che vanno ben oltre la proposta rossonera.

120 milioni per una punta, due centrocampisti e un difensore
Proviamo però ad entrare più nel dettaglio di quello che potrebbe diventare il Milan di Ancelotti. 120 milioni da investire sul mercato sono tanti, ma quando c’è una squadra da ricostruire dalle fondamenta potrebbero anche non bastare. Ed allora è indispensabile mettere subito a fuoco le reali esigenze del Milan: innanzitutto un centravanti di peso, carisma, esperienza ed affidabilità; poi almeno due centrocampisti in grado di caricarsi sulle spalle un reparto troppo spesso dimenticato dalla dirigenza rossonera in fase di mercato; ed infine un difensore centrale solido e in grado di blindare la retroguardia milanista.

Mandzukic e Bacca per l’attacco
E qui i nodi vengono al pettine perché i nomi finora svelati da radiomercato, almeno sulla carta non sembrano quei fenomeni in grado di stravolgere il Milan. Mandzukic è sicuramente un buon centravanti, ma ha quasi 30 anni, costa tanto, almeno 25 milioni di euro, e non sembra l’uomo in grado di spostare gli equilibri (se ne sono accorti all’Atletico Madrid dove ancora rimpiangono Diego Costa). L’alternativa potrebbe essere Carlos Bacca, anche lui classe ’86, balzato agli onori delle cronache per la doppietta con il Siviglia nella recente finale di Europa League. Anche in questo caso però parliamo di un maturo attaccante, reduce da appena 2-3 stagioni a buon livello.

Occhi puntati su Gündogan e Mario Suarez
Anche sul fronte centrocampo le perplessità sono consistenti. Il Milan si sarebbe messo sulle tracce di Ilkay Gündogan, 24enne regista in uscita dal Borussia Dortmund, per la «modica» cifra di 20 milioni di euro. E poi ci sarebbe Mario Suárez, 28enne centrocampista di quantità messo in naftalina dal Cholo Simeone all'Atletico Madrid, per il quale Galliani ha già parlato con Miguel Ángel Gil, amministratore delegato del club dei colchoneros.
Due nomi che non sembrano in grado di accendere né le fantasie dei tifosi, né tantomeno l’entusiasmo di Carlo Ancelotti.
E allora caro Galliani, iniziamo a lavorare di fantasia. Il panorama mondiale è ricco di campioni e potenziali fenomeni, ma bisogna esser bravi ad andarli a scovare. Non si può continuare a fare mercato contando solo sulle amicizie con 4-5 top club in Europa e sperando nel fascino ancora esercitato dal club rossonero. È arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e iniziare a lavorare con fantasia e creatività, perché Ancelotti o non Ancelotti, il Milan ha bisogno di tornare grande. E in fretta.