13 novembre 2019
Aggiornato 18:30

Milan, spiraglio per Conte: «Vorrei un progetto in Italia»

Il ct della Nazionale è il sogno proibito, già sfiorato la scorsa stagione, di Silvio Berlusconi per la panchina rossonera. Ora Conte, insoddisfatto della sua esperienza lavorativa in azzurro, apre una porta ad un clamoroso ribaltone. Ma la pista Sarri resta sempre molto calda.

MILANO - Sono giorni delicati in casa Milan. Come se non bastassero tutte le chiacchiere sul possibile passaggio di proprietà del prestigioso club rossonero, all’ordine del giorno c’è un altro enorme problema che turba le notti movimentate di Berlusconi e Galliani: la scelta del nuovo allenatore.
L’avventura di Filippo Inzaghi sulla panchina rossonera può considerarsi praticamente al capolinea, con l’ex centravanti di mille battaglie attualmente retrocesso dal ruolo di allenatore del futuro a quello più misero di traghettatore, e per questo diventa necessario prendere in fretta una decisione che consenta di programmare il futuro e pianificare il mercato per la prossima stagione. 

IL CT AZZURRO IN CIMA ALLA LISTA DI BERLUSCONI - Il problema è capire quale potrebbe essere il profilo giusto per un compito tanto delicato. Guidare il Milan in una fase così complessa della sua ultracentenaria esistenza è cosa tutt’altro che facile, per questo B&G, dopo aver fallito con Leonardo, Seedorf e Inzaghi (escludendo la parentesi scudettata con Max Allegri) non possono più sbagliare. I nomi che si affastellano nelle liste compilate da tutti gli operatori di mercato sono tanti, alcuni a dire il vero piuttosto improbabili, come Sabella, Klopp e Prandelli; altri più credibili, tipo Montella, Spalletti o Donadoni. In cima alla lista dei desideri berlusconiani però c’è un uomo solo al comando, l’attuale ct della Nazionale Antonio Conte.

CONTE GIA’ VICINO AL MILAN LA SCORSA ESTATE - Un pensierino all’ex allenatore della Juventus, il numero uno rossonero l’aveva già fatto la scorsa estate, quando c’era da trovare un uomo capace di sostituire nei cuori rossoneri Clarence Seedorf, liquidato in malo modo malgrado un rendimento tutt’altro che disprezzabile. Conte aveva anche dato la sua disponibilità, visto il momento non certo sereno vissuto con la dirigenza bianconera. Poi però Andrea Agnelli, annusato il rischio di vedere l’uomo dei tre scudetti consecutivi sulla panchina di una storica rivale come il Milan, si mise di mezzo, rassicurò l’allenatore leccese e costrinse Galliani a ripiegare su Inzaghi. Da lì ad un paio di mesi la liaison tra Juventus e Conte finì ugualmente, ma a quel punto i giochi a Milanello erano fatti.

CONTE: MI MANCA LAVORARE CON CONTINUITA’ - Oggi la situazione è diversa. Il commissario tecnico azzurro è insoddisfatto dalla mancanza di lavoro quotidiano sul campo, argomento che ritorna fuori ad ogni intervista, come quella concessa al settimanale «Chi»: «Prima avevo un contatto quotidiano con i giocatori, ma ho deciso con il cuore e ho scelto la Nazionale in un momento difficile. Spero di aver fatto bene. Il mio futuro? La verità è che mi piace lavorare e da commissario tecnico è difficile farlo con continuità. Io voglio insegnare calcio e vincere, per questo sono un po’ deluso. Ora comunque sono in nazionale, poi vedremo se andare all'estero o magari anche accettare un progetto in Italia». 

Se Berlusconi dovesse tornare alla carica, Antonio Conte potrebbe decidere di chiedere un chiarimento al presidente della Figc Tavecchio, con l’obiettivo o di rescindere il contratto con la Nazionale oppure avere una deroga per il doppio ruolo, ct azzurro e allenatore di una squadra di club.

SARRI, ALLENATORE MENO PAGATO DELLA SERIE A - Sullo sfondo c’è però anche un’opzione B per il Milan, quella low cost, versione particolarmente apprezzata ad Arcore da qualche anno a questa parte. Si tratta di Maurizio Sarri, attuale allenatore dell’Empoli, protagonista di un’ottima stagione alla guida dei toscani, ma gratificato da un curriculum non certo brillantissimo. A favore dell’allenatore «ruspante» c’è il dettaglio contrattuale tutt’altro che irrilevante: Sarri è oggi l’allenatore meno pagato della serie A, 300.000 euro a stagione. Di fronte a cifre del genere, Berlusconi potrebbe anche decidere di tentare la scommessa. Al peggio, il Milan si ritroverebbe ad aver sprecato un altro anno.