22 maggio 2019
Aggiornato 12:00
Calcio | Inter

Mancini e il «voto» Champions

Il tecnico neroazzurro alla Gazzetta: «Se arriviamo in Champions, e io ci credo fortissimamente, vado alla Cattedrale di Santiago de Compostela. In bici». Ranocchia: «Spero che il 2015 sia un anno importante».

MILANO - «Se arriviamo in Champions, e io ci credo fortissimamente, vado alla Cattedrale di Santiago de Compostela. In bici». C'è da pedalare. «Sempre, in tutti i sensi». Così Roberto Mancini in una intervista alla Gazzetta dello sport. Sul mercato dice: «L'esterno d'attacco è un obiettivo, poi vediamo come si evolverà il mercato di gennaio. Dobbiamo seguire chi non gioca, chi non è motivato ed è infelice dove si trova. Cerci ha difficoltà a Madrid, non gioca, ma forse se l'Atletico l'ha preso è perché ha un progetto anche attorno a lui». Lavezzi? «Nel calcio può succedere di tutto. Lui è un big, conosce la serie A ma è pur sempre del Psg». Balotelli? «Se tornasse forte com'era un tempo sì. E chi, così, non lo rivorrebbe? Dipende tutto da lui». Una parola anche sulla Nazionale: «Nel calcio spesso succedono cose inattese. Io non pensavo nemmeno di essere qui e invece sono tornato a Milano, dieci anni dopo. Ed è stato come ritrovare un affetto, casa. Detto questo, se in futuro dovesse arrivare l'azzurro, sarebbe un onore».

RANOCCHIA: SPERO CHE 2015 SIA UN ANNO IMPORTANTE - «E' stato un periodo turbolento perchè non sapevo cosa mi avrebbe riservato il futuro - spiega il centrale nerazzurro -. Ogni giorno mi accostavano a una squadra diversa, ma per fortuna sono rimasto qui. Sono contento, anche se sono stati mesi difficili. Ho continuato ad allenarmi al massimo e una volta tornato in campo non sono più uscito. La cosa simpatica è che sarei potuto finire al Galatasaray, che in quel momento era allenato da Mancini. Invece, a distanza di qualche mese, ci siamo ritrovati qui entrambi. E' andata meglio così» dice sorridendo Andrea Ranocchia nell'intervista rilasciata ai microfoni di Inter Channel.