13 novembre 2019
Aggiornato 03:00

Multiproprietà e moviola, le nuove crociate di Platini

Riunione informale dei Ministri sportivi europei a Roma, il Presidente dell'UEFA: «Con metodi insidiosi e obiettivi oscuri, questo fenomeno mostra un evidente disprezzo per la dignità umana, l'integrità delle nostre competizioni e perfino dello sport di base. La moviola in campo? Un disastro per il gioco del calci». Poi sul calcio italiano: «Tavecchio? Uscita infelice. Totti? Un genio del calcio.»

ROMA - «Non abbiamo parlato del mercato del lavoro sportivo nel suo complesso, ma solo dei calciatori che sono posseduti in multiproprietà da terze parti, anche da fondi di investimento». Al termine della riunione informale dei ministri dello sport dell'Ue, conclusasi oggi al ministero degli Esteri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Graziano Delrio, ha dichiarato: «Abbiamo affrontato il tema degli atleti in multiproprietà, che è stato molto sottolineato dal presidente Platini».
Il presidente dell'UEFA, intervenuto stamattina alla riunione, ha infatti sparato a zero: «Con metodi insidiosi e obiettivi oscuri, questo fenomeno mostra un evidente disprezzo per la dignità umana, l'integrità delle nostre competizioni e perfino dello sport di base. Questa terribile pratica, prima vista solo in Sudamerica, sta ora diffondendosi in Europa».

RISCHIO ABUSI - «La proprietà dei calciatori da parte di terzi - ha affermato Platini ai ministri - si riferisce a quei casi nei quali un calciatore si ritrova a far parte di assets che sono poi condivisi da uno più o fondi di investimento. I calciatori in questione perdono la loro libertà contrattuale, perché i detentori della proprietà abusano del loro potere per assicurarsi contratti lucrosi a spese dei calciatori stessi. Che dite poi di quello che succede quando lo stesso fondo possiede quote di calciatori che giocano in squadre diverse della stessa competizione?». Non è la prima volta che il presidente dell'Uefa parla di questi temi, ma evidentemente ha approfittato della riunione a Roma per sollevarli di fronte ai ministri dello sport dell'Unione europea.

TAVECCHIO, USCITA INFELICE - «Siamo in democrazia, ha fatto una cavolata. Ha fatto uno sbaglio, un punto finale. Non lo conosciamo bene, non è razzista, non è niente, ma ha fatto un'uscita infelice»: così il presidente dell'UEFA, Michel Platini nel corso di una intervista a Sky che andrà in onda sabato 25 ottobre alle 23.35. Nessun problema sulla sua candidatura, «ha deciso il calcio italiano, noi non abbiamo interferito. La disciplinare lo ha sospeso per sei mesi che non è tanto».
Platini conferma di essere totalmente contrario alla moviola. «Non serve. Sarebbe un disastro per il gioco del calcio. Abbiamo il gioco più bello, più popolare del mondo e dobbiamo rompere questa fluidità, questo gioco». Lo vogliono solo le tv e gli allenatori «quando devono giustificare perché hanno perso».
Garcia? «È arrivato come il francese con la puzza sotto il naso, come tutti i francesi che vengono in Italia. Ha fatto bene. Complimenti». Totti? «E' un genio del calcio. Fosse andato in un altro grande club, all'estero avrebbe vinto molto di più a livello internazionale. Io a 32 anni non avevo più gambe». Mai un ritorno a Torino: «Avevo bisogno di tornare al mio porto e ho sempre detto che non si vive due volte la stessa storia d'amore».