30 novembre 2022
Aggiornato 01:30
Allarme microbiologi

Dopo ebola è rischio contagio MERS

La nuova variante, che è apparsa per la prima volta nel giugno 2012 in Arabia Saudita, si è diffusa in vari Paesi del Medio Oriente e causa una severa forma di polmonite. Da allora sono stati notificati ben 1153 casi di infezione da MERS-CoV, di cui almeno 435 mortali.

ROMA - Allarme della comunità dei Microbiologi clinici italiani sul potenziale rischio connesso al propagarsi del MERS-CoV, Middle East Respiratory Syndrome, un virus in precedenza sconosciuto, appartenente alla grande famiglia dei Coronavirus cui appartengono anche quelli che causano raffreddore comune e altre lievi infezioni delle alte vie respiratorie. La nuova variante, che è apparsa per la prima volta nel giugno 2012 in Arabia Saudita, si è diffusa in vari Paesi del Medio Oriente e causa una severa forma di polmonite. Da allora sono stati notificati ben 1153 casi di infezione da MERS-CoV, di cui almeno 435 mortali. I casi documentati in numerosi altri Paesi sono tutti correlati a viaggi in Medio Oriente o contatto diretto con casi confermati o probabili che, a loro volta, avevano viaggiato in quelle zone.
La sequenza genomica indica che MERS-CoV è strettamente legato ad alcuni Coronavirus dei pipistrelli. Ma è stato anche trovato in camelidi e, in effetti, alcuni pazienti hanno riferito d contatti con questi animali. Sembra chiara, quindi, l'origine zoonotica, come peraltro dimostrato anche per il virus della SARS appartenente anch'esso ai Coronavirus.

Sono virus a RNA
Si tratta, spiegano i microbiologi AMCLI, di virus sono molto diffusi fra i mammiferi, uomo incluso, e gli uccelli. Sono virus a RNA provvisti di un involucro esterno e sono abbastanza fragili agli agenti chimici e fisici. La prima volta che uno di questi virus ha causato infezioni molto severe nell'uomo e anche problemi di sanità pubblica è stato nel 2003, quando un membro di questa famiglia (denominato SARS-CoV) precedentemente sconosciuto e di origine zoonotica (il virus è stato trovato nei pipistrelli e altri piccoli mammiferi), ha provocato un epidemia su scala mondiale con più di 900 decessi confermati.

La trasmissione avviene per contatto diretto con le secrezioni respiratorie
«Una volta che il virus dall'animale è passato all'uomo e ha fatto il cosiddetto 'salto di specie' la trasmissione a livello interumano avviene per contatto diretto con le secrezioni respiratorie o mediante aerosol delle goccioline di saliva emesse in seguito a tosse o starnuti - spiega Tiziana Lazzarotto della Microbiologia del Policlinico S.Orsola di Bologna -. I pazienti infetti, inoltre, eliminano il virus con le feci e le urine, ed in circostanze particolari la trasmissione può avvenire anche attraverso aerosol che si genera da materiale fecale, come è stato dimostrato nel corso della passata epidemia di SARS».

Il 20 maggio 2015 è stato notificato dall'OMS il caso indice (di importazione dal medio Oriente) di un focolaio attualmente in rapida evoluzione in Corea del Sud dove, al 9 giugno 2015, erano stati ben confermati 96 casi (con 8 decessi) dovuti a trasmissione nosocomiale. Al momento l' OMS non ha riscontrato evidenza di una trasmissione sostenuta del virus nella popolazione generale ma l'allarme è alto. 2300 persone sono attualmente in quarantena e 1900 scuole sono state chiuse.