1 dicembre 2022
Aggiornato 23:30
Il congedo di Draghi

Draghi: «Al nuovo Governo offro fatti non consigli»

«L’Italia senza di me? Non cederei alla nostalgia...». Fedele alla sua immagine dal carattere compassato, Mario Draghi ha fatto di tutto per evitare accenti commossi alla fine del suo Governo.

Mario Draghi, Presidente del Consiglio
Mario Draghi, Presidente del Consiglio Foto: Filippo Attili Palazzo Chigi

BRUXELLES - L'eredità 'materiale' è l'accordo europeo sull'energia, l'eredità 'spirituale' è la «testimonianza» di quanto fatto. Mario Draghi sale sull'aereo che da Bruxelles lo riporta a Roma mentre Giorgia Meloni sta per arrivare al Quirinale per ricevere l'incarico di formare il nuovo governo. Nelle prossime ore i due si vedranno per il passaggio della campanella, momento che segnerà la fine del suo governo e l'inizio di quello nuovo. E il premier uscente non si presenterà a mani vuote.

Nella capitale belga il presidente del Consiglio incassa, a dispetto delle previsioni negative della vigilia ("sembrava impossibile"), un'intesa «soddisfacente» che accoglie «tutte le proposte dell'Italia» e comporta «decisioni concrete», che saranno formalizzate nelle prossime settimane. Un 'regalo' pesante (e sperato dalla Meloni), che per Draghi comporta benefici immediati. Il prezzo del gas oggi è già sceso del 10%, segno, si dice convinto, di una «componente speculativa molto rilevante» nella dinamica dei costi e «presto le bollette saranno più basse».

Nella conferenza stampa finale, il premier evita di entrare nell'attualità politica italiana, ma risponde a chi gli chiede quale consiglio si senta di dare alla leader di Fratelli d'Italia. «Non do consigli al nuovo governo: quello che un governo uscente può fare è offrire la testimonianza di ciò che ha fatto. Questo il premier che va via lascia al successore», insieme a tutto quanto occorre per una «transizione il più serena e informata possibile». E la testimonianza si può ricavare dal breve excursus su quanto fatto: «Siamo il Paese europeo che ha più diversificato le fonti di approvvigionamento di gas, riducendo di circa due terzi la dipendenza dalla Russia» ma anche «accelerato moltissimo sulle rinnovabili».

E poi c'è la sua «agenda sociale»: «Abbiamo speso circa 60 miliardi di euro per aiutare famiglie e imprese a resistere meglio all'aumento dei prezzi, ma abbiamo sempre mantenuto invariati gli obiettivi di finanza pubblica. Gli effetti sul piano dell'equità sono stati significativi: abbiamo dimezzato l'effetto dei rincari sui bilanci familiari e nel caso delle famiglie più povere l'impatto dell'inflazione è stato ridotto del 90%».

Nella «testimonianza» non può certo mancare la centralità dell'Europa, che ha richiamato molte volte negli interventi degli ultimi giorni e anche ieri. «L'Europa è una fonte di stabilità e sicurezza», ha ripetuto, è questo deve essere sempre ricordato, in particolare dall'Italia, che più è sofferente nelle fasi di instabilità. «L'Italia - ha sottolineato - deve essere al centro del progetto europeo con la credibilità, l'autorevolezza e la determinazione che si addice a un grande Paese fondatore». A maggior ragione di fronte a un'Europa non perfetta, ma che «sta cambiando sotto ai nostri occhi, sta evolvendosi in una direzione estremamente positiva».

Al prossimo Consiglio europeo a metà dicembre ci sarà la Meloni. «Sono pronto a lavorare con lei», assicura il presidente francese Emmanuel Macron che ieri, insieme agli altri leader, ha salutato Draghi con un applauso e un video che, partendo dal «whatever it takes» pronunciato da governatore della Bce, ripercorre le principali tappe dell'esperienza dell'ex banchiere centrale in Europa. Un video che si conclude con un «arrivederci». Cosa ha risposto a quell'arrivederci, gli chiedono i cronisti, cercando di ottenere qualche indicazione sul suo futuro. «Ho risposto grazie», si schermisce Draghi, lasciando poi la sala con un «Arrivederci ragazzi!».

(con fonte Askanews)