2 luglio 2022
Aggiornato 18:30
Politiche europee

Enrico Letta a Bruxelles: «E' ora di spingere avanti su unità europea»

Il Segretario del PD dopo un colloquio con la presidente dell'Assemblea Roberta Metsola: «Uniti nell'energia e e nella difesa, per essere forti e liberi»

Il Segretario del PD, Enrico Letta
Il Segretario del PD, Enrico Letta Foto: ANSA

BRUXELLES - Il momento drammatico che stiamo vivendo con l'aggressione russa all'Ucraina è anche un'occasione per spingere avanti, come non si era potuto fare finora, il progetto dell'Europa unita nei settori dell'energia e della difesa, e l'ulteriore integrazione europea nei campi economico e sociale. L'unità che sta dimostrando l'Ue nella risposta a Putin, con la determinazione dimostrata nelle sanzioni, è fondamentale e deve continuare; bisogna comunque negoziare «una tregua che consenta alla diplomazia di fare il suo corso». E' quanto ha detto a Bruxelles il segretario del Pd, Enrico Letta, incontrando i giornalisti al Parlamento europeo dopo un colloquio con la presidente dell'Assemblea Roberta Metsola.

«Ho incontrato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e abbiamo ricordato insieme - ha riferito Letta - la figura del suo predecessore David Sassoli», scomparso a gennaio. «L'ultima volta che l'ho visto è stato qui, il 16 dicembre dell'anno scorso, il suo ultimo giorno a Bruxelles; poi tornò in Italia e fu ricoverato in ospedale qualche giorno dopo. Una figura che è nei nostri cuori, e in particolare voglio ricordare che l'anno scorso il regime di Putin decretò che David Sassoli fosse una 'persona non grata'. Credo che in questo momento sia un elemento in più per ricordare le battaglie di David per i diritti umani, per la democrazia e per rendere forte la democrazia europea».

«Alla presidente - ha continuato Letta - ho portato il messaggio dei democratici italiani, che è quello di considerare che questo è il momento del grande passo in avanti dell'unità dell'Europa. L'Europa oggi è unita come non lo è mai stata, e questa unità dell'Europa è fondamentale per fermare Putin e la pressione russa. Ma questo è anche il momento - ha rilevato - in cui l'Europa deve fare dei passi avanti decisivi, sull'energia e sulla difesa, e passi avanti ulteriori in materia economica e sociale. Perché tutte le nostre opinioni pubbliche hanno capito che da soli i nostri singoli paesi non sono in grado di reggere rispetto alle minacce di un mondo che sta cambiando, e soltanto noi europei tutti insieme saremo in grado di reggere a queste minacce».

«Sono fermamente convinto - ha affermato il segretario del Pd - che questo sia il momento per fare l'Europa dell'energia, perché l'autosufficienza energetica vuol dire libertà dell'Europa, e dobbiamo renderci conto che una gran parte dei nostri problemi oggi nasce dal fatto che siamo stati per troppi anni, per troppi decenni divisi, ed essendo divisi anche sulle politiche energetiche ognuno ha fatto per conto suo, e il risultato è che oggi siamo tutti insieme più deboli e più dipendenti da Putin e dalla Russia».

«Più unità europea - ha aggiunto Letta - vuol dire più libertà per gli europei. E questo vale naturalmente anche per la difesa e la sicurezza comune, dove è necessario che si impari la lezione e si sia più uniti; che si sia in grado di fare quei passi avanti che non sono mai stati fatti. Questo è uno dei settori della vita Europea nel quale siamo più lontani dall'integrazione, ogni paese è andato per conto suo. Sui temi della sicurezza e della difesa oggi l'opinione pubbliche e tutti i parlamenti colgono invece della necessità di un passo avanti fondamentale».

«Per noi - ha sottolineato ancora il leader del Pd - questo è il momento di questi passi avanti, è il momento dell'Europa unita e di capire che l'Europa unita vuol dire la libertà e la sicurezza di tutti noi. Oggi l'unità delle europei è fondamentale per bloccare l'aggressione dell'Ucraina ed è stato fondamentale in questi giorni essere molto duri e determinati sulle sanzioni e su tutto ciò che può bloccare l'aggressione russa».

Allo stesso tempo si deve percorrere la strada del negoziato, ha evidenziato Letta: «Deve parlare la diplomazia, deve fermarsi la guerra. Noi chiediamo immediatamente una tregua che consenta alla diplomazia di fare il suo corso; perché è chiaro a tutti, e spero che sia chiaro anche al regime di Mosca, che con una escalation militare saranno soltanto i nostri popoli a soffrire, tutti i nostri popoli. Viceversa, una tregua, con un negoziato per una soluzione pacifica, può consentire di uscire da questa situazione incredibile, folle, assurda nella quale Putin ha messo il mondo intero. Abbiamo condiviso con la presidente Metsola l'angoscia la preoccupazione enorme in questo tempi drammatici che stiamo vivendo».

«L'unità degli europei - ha concluso Letta - dura e durerà, perché è chiaro a tutti che non è con posizioni distinte, singole, divise che saremo in grado di arrivare a degli obiettivi: è fondamentale che siamo uniti in questo momento tra gli europei».