20 maggio 2022
Aggiornato 18:30
Elezioni Quirinale

Mario Draghi «tratta» con i partiti. Resistenze nel centrodestra e M5s

Oggi colloqui del Presidente del Consiglio con Matteo Salvini, Enrico Letta e Giuseppe Conte. Sui contenuti degli incontri avuti c'è il massimo riserbo, segno evidente della delicatezza del momento

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi Foto: ANSA

La mossa, un po' a sorpresa, è arrivata a fine mattinata: nel primo giorno di votazioni per l'elezione del presidente della Repubblica Mario Draghi ha deciso di parlare con i partiti. Una decisione presa evidentemente dopo che era emerso chiaramente il «nodo» da sciogliere per facilitare la sua salita al Colle: arrivare nell'Aula di Montecitorio con un pacchetto chiuso sull'eventuale futuro governo.

Dunque il presidente del Consiglio questa mattina, dopo aver parlato in videoconferenza con i genitori di Giulio Regeni, intorno alle 12 ha lasciato Palazzo Chigi, rientrando dopo un'ora. Il tempo di incontrare Matteo Salvini, anche se dalla Presidenza del Consiglio e dalla Lega si trincerano dietro a un «no comment». Un incontro a cui sono seguiti un colloquio con il segretario del Pd Enrico Letta e un altro con il leader M5s Giuseppe Conte (ugualmente «no comment», in entrambi i casi). In agenda, secondo fonti parlamentari, ci sarebbero anche altri appuntamenti e non è esclusa neppure una telefonata con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

Sui contenuti degli incontri avuti c'è il massimo riserbo, segno evidente della delicatezza del momento. Ma certo il tema posto dalle forze politiche è quello relativo alla necessità di garantire la continuità della legislatura, arrivando se non alla definizione di un nuovo esecutivo almeno a uno «schema» di massima.

Resistenze nel centrodestra e M5s

Se anche Draghi avesse dato delle rassicurazioni, però, evidentemente non sono state ritenute sufficienti, almeno dal centrodestra. «Sto lavorando perché nelle prossime ore il centrodestra unito offra non una ma diverse proposte di qualità, donne e uomini di alto profilo istituzionale e culturale, su cui contiamo ci sia una discussione priva di veti e pregiudizi», ha fatto sapere in serata il segretario del Carroccio.

Anche nel M5s, in cui convivono però diverse anime, i dubbi sul trasloco di Draghi al Colle permangono. Conte, dopo aver incontrato Salvini, fa trapelare che c'è «totale sintonia» sull'opportunità di «rafforzare e intensificare il confronto, iniziato la settimana scorsa, per mettere da parte al più presto le schede bianche e scrivere un nome che unisca il Paese».

L'accelerazione che il premier sembrava aver impresso nel primo pomeriggio sembra dunque aver subito immediatamente una frenata. Certo il suo nome è ancora sul tavolo, ma la strada verso il Colle appare ancora in salita.