7 dicembre 2022
Aggiornato 23:30
L'intervista

Bianchini: «Mattarella è un abilissimo manovratore, li ha presi tutti in giro»

Paolo Bianchini, presidente del Movimento Imprese Ospitalità, aveva previsto da ottobre la rielezione di Mattarella al Quirinale: spiega perché al DiariodelWeb.it

Il Presidente della Camera, Roberto Fico con il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Il Presidente della Camera, Roberto Fico con il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella Foto: Quirinale

La rielezione alla presidenza della Repubblica di Sergio Mattarella potrà aver colto molti osservatori di sorpresa. Ma non uno, tra tutti, che in effetti lo aveva previsto già dallo scorso ottobre: Paolo Bianchini. Per il presidente nazionale del Movimento Imprese Ospitalità, l'esito delle votazioni per il Quirinale è stato scontato, ma non certo gradito: anzi, lo ha definito senza mezzi termini uno «spettacolo indecoroso». Ecco come ha commentato la nomina del Capo dello Stato ai microfoni del DiariodelWeb.it.

Paolo Bianchini, lei aveva anticipato la rielezione di Mattarella, nonostante il diretto interessato avesse più volte affermato di non essere disponibile.
Ma poteva dire di essere disposto alla rielezione, quando la Costituzione non lo prevede? Da questo punto di vista, si è rivelato un abilissimo manovratore. Li ha presi finanche tutti in giro con gli scatoloni del trasloco... Ma il punto non è questo.

Qual è il punto?
Si metta nei panni dei partiti di centrosinistra e di centrodestra, tutti devastati. Nessuno vuole andare a votare, perché devono arrivare a settembre per prendere almeno la famosa pensione. La metà di loro non verrà più nemmeno ricandidata, e quelli che verranno candidati rischiano di non essere rieletti. Siccome quindicimila euro al mese fanno comodo a tutti, era ovvio che avrebbero cercato la soluzione migliore per mantenere lo status quo.

Ovvero Mattarella al Quirinale e Draghi a palazzo Chigi.
Nei giorni precedenti avevo scritto che, vista la qualità dei politici che ci ritroviamo, si sarebbero incartati e sarebbero andati in ginocchio da Mattarella. Questo è successo.

Previsione azzeccatissima.
Ma non sono un mago. Dopo trent'anni, ho un minimo di conoscenza delle dinamiche politiche. E so che, quando sei nel palazzo, ci vuoi rimanere. Se avessero provato a levare Draghi dalla presidenza del Consiglio, sarebbe venuto giù tutto.

Che cosa ci dice questa vicenda della situazione politica in cui ci troviamo?
Che la politica va in direzione contraria al Paese reale. Non si rendono minimamente conto di quello che sta succedendo: sta arrivando una botta clamorosa.

Eppure proprio oggi l'Istat ha certificato oggi un aumento del 6,5% del Pil nel 2021.
Un rimbalzo fisiologico. È logico fare +6,5% dopo aver fatto -9,6% nel 2020: la gente aveva voglia di uscire, le esportazioni hanno comunque tirato. Il problema sono le importazioni che mancano e a causa loro la nostra economia sta subendo la mazzata. Un container è passato da 4 a 14 mila dollari. Ecco perché la farina è salita alle stelle, tanto per fare un esempio su tutti. In più metteteci la questione energetica, la benzina salita a 1,80 euro. I ristoranti stanno chiudendo dal lunedì al venerdì, perché ormai si lavora solo al sabato e alla domenica. La botta vera deve ancora arrivare e la vedremo alla fine del quadrimestre. E intanto i politici giocano.

Una totale disconnessione del palazzo dal Paese.
Totale. La vicenda del Quirinale ci conferma quello che dico da due anni: che, mentre i cittadini italiani sono in guerra quotidiana con una situazione economica devastante, i politici vivono su Marte. Non gliene frega un c***o. Non sanno cosa vuol dire pagare una bolletta o un mutuo, non se ne rendono nemmeno conto.

Quale potrebbe essere una via d'uscita?
La politica dovrebbe fare cinque cose subito. Primo: trenta miliardi di scostamento immediato. Secondo: reintrodurre la cassa Covid, perché oggi per chiudere il ristorante durante i giorni feriali dobbiamo mettere in ferie i nostri dipendenti, che ci rimettono. Terzo: moratoria statale sui prestiti riprorogata fino a fine emergenza, o comunque a tutto il 2022. Quarto: abbassare l'Iva sui beni essenziali dal 10 al 5%, già approvata dall'Europa. Quinto: crediti d'imposta sugli affitti, perché noi con i ristoranti aperti due giorni dobbiamo pagare gli affitti per sette. Così si rimetterebbe in moto l'economia.

Tornando al Quirinale, sarebbe favorevole al presidenzialismo, con l'elezione diretta del Capo dello Stato?
Assolutamente, la sottoscrivo. Gli italiani lo avrebbero scelto in un giorno. E comunque, di fatto, viviamo già in una sorta di presidenzialismo mascherato. Mattarella ha deciso le sorti della politica negli ultimi due anni, per non parlare di tutte le nomine importanti che può decidere. Si tratta di un centro di potere non indifferente.

E, se ci fosse stata l'elezione diretta, lei chi avrebbe voluto alla presidenza della Repubblica?
Se si fosse candidato, avrei votato per Guido Crosetto.

Che in effetti, come candidato di bandiera di Fratelli d'Italia, ha raccolto 114 voti, ben 51 in più di quelli del partito della Meloni.
Esatto. Lui è un imprenditore, un liberale molto equilibrato, stimato a destra e a sinistra, che gode di grande considerazione all'estero. Sarebbe stato un ottimo presidente.