4 agosto 2021
Aggiornato 19:30
Venti di crisi

Conte al bivio, Italia Viva verso il ritiro delle Ministre mentre il Pd offre una «crisi breve»

Il Quirinale, secondo quanto riportato da quasi tutti i quotidiani, ha messo in campo una moral suasion per portare in sicurezza il Recovery plan e metterlo al riparo da un'eventuale crisi di governo

Il Premier Giuseppe Conte con il portavoce Rocco Casalino
Il Premier Giuseppe Conte con il portavoce Rocco Casalino ANSA

Sono le ore decisive, dopo settimane di tattica è arrivato il momento delle scelte nel governo e nel «bollettino» di lunedì sera salgono le quotazioni del ritiro delle ministre - forse già domani o comunque nei prossimi giorni - da parte di Italia Viva. Il Quirinale, secondo quanto riportato da quasi tutti i quotidiani, ha messo in campo una moral suasion per portare in sicurezza il Recovery plan e metterlo al riparo da un'eventuale crisi di governo. Il piano andrebbe approvato in consiglio dei ministri ma anche in Parlamento, il che significherebbe di fatto congelare la crisi almeno fino a fine mese. Ma Matteo Renzi è furioso per le frasi del portavoce del premier Rocco Casalino - poi smentite - e il Pd, d'altro canto, con Goffredo Bettini prova a chiedere a tutti un passo indietro: una «crisi breve, parlamentare», che non metta in discussione Conte e che porti a un nuovo patto di governo e anche a una squadra di ministri rinnovata, magari con i leader di partito.

Bettini, uno dei principali consiglieri di Nicola Zingaretti, più volte precisa di parlare a «titolo personale», ma dice cose molto chiare, dopo aver parlato ieri sera anche con Conte, come ha tenuto ha far sapere pubblicamente: «C'è una disponibilità a fare questo, persino con una crisi breve, gestibile, parlamentare, che non apra quelle fibrillazioni che di solito le crisi procurano». Le cose da fare il dirigente Pd le indica molto nel dettaglio: «Dobbiamo avere un'alleanza molto solida, che abbia un'intesa politica e che concordi un programma di fine legislatura. Un programma preciso, chiaro. E fare anche un riassetto del governo».

Un riassetto, precisa, che può anche portare ad un ingresso dello stesso Zingaretti e degli altri leader: «Appunto, secondo sarebbe sicuramente» un'ipotesi. «Io ho parlato sempre - è una mia opinione personale - di una necessità di un rafforzamento politico». Del resto, «se fai un programma nuovo è evidente che devi cercare di adeguare anche le forze che hai in campo, non c'è nulla di male. Questo moralismo che gira... Le poltrone sono una cosa brutta se sono slegate da un progetto politico».

Un messaggio che sembra diretto sia a Renzi che a Conte: il leader di Iv deve accettare il reincarico all'attuale premier, impegnarsi in maniera solenne a non tentare altre strade, anche perché il Pd continua a dire no a governi tecnici, persino se a guida Draghi. «Non lo tirerei per la giacca», dice Bettini. Anche perché «Abbiamo già avuto esperienze tecniche, di grande personalità, l'abbiamo avuta con Monti. Però, mi faccia dire, non è che alla fine siano andate troppo bene». Ma Conte, appunto, deve accettare di aprire una crisi vera e propria, anche se pilotata, per definire un nuovo patto di governo e - inevitabilmente - anche una squadra diversa.

Del resto, anche il vice-segretario Andrea Orlando ha chiarito: «Noi non crediamo che si debba e si possa andare fuori da questa maggioranza e crediamo che in questa maggioranza il punto di equilibrio sia Conte. Non c'è un ragionamento ideologico ma riteniamo che tutte le altre strade siano precluse».

Si vedrà la reazione di Renzi. Oggi pomeriggio il leader Iv era furente per le parole di Casalino: «Non so cosa farà il presidente del Consiglio, so che nella conferenza stampa di fine ha detto di voler sfidare Iv in aula. E' un atteggiamento non proprio lungimirante, ma se lo vuole fare... Oggi Casalino ha detto che in Senato asfalteranno Iv». E Ettore Rosato aggiunge: «Conte che ha un problema con noi. Ha detto: li asfalto in Senato. Vuol dire che ci vedremo in Senato».

La bozza finale del Recovery plan è arrivata in serata, verso le 21.30 e domani alla stessa ora ci sarà il consiglio dei ministri. Il documento insomma è stato spedito esattamente con 24 ore di anticipo sulla riunione del governo, come era stato chiesto da Iv. Ma nel documento inviato il 6 gennaio da Renzi a Bettini c'erano 30 punti che Italia viva poneva come dirimenti il Recovery plan era solo uno dei tanti, il 26eisimo. Anche Rosato oggi ha ribadito che «il Recovery plan è un pezzo del ragionamento. Importante, ma noi abbiamo posto delle richieste su infrastrutture, Mes...».

Conte, al Tg3, insiste: «Il Recovery Plan dobbiamo approvarlo domani sera. Noi lavoriamo per costruire. Il momento è così difficile, dobbiamo assolutamente mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini». Ma Renzi non impedirà il via libera al Recovery plan da parte del governo, questo pare certo. Il punto è che, come diceva una fonte Pd di governo in serata, l'ex premier pare «deciso a ritirare le ministre domani sera. E a quel punto o si apre una crisi breve, pilotata, o diventa un salto nel buio». Si vedrà se andrà così, o se prenderà corpo l'idea del congelamento della crisi fino all'ok al Recovery plan anche da parte del Parlamento.

(con fonte Askanews)