29 settembre 2020
Aggiornato 19:30
Maggioranza

Nicola Zingaretti: «Non è in gioco soltanto un'alleanza di Governo, ma la tenuta della nazione»

La lettera del Segretario PD: «Il governo è atteso da prove terribili e non possiamo sbagliare. Salvini gestirebbe pandemia come Trump o Bolsonaro. Scuola? Possibile una rivolta di massa»

Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti
Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti ANSA

Attivare il Mes, «ogni giorno sprecato è imperdonabile»: così il segretario del Pd Nicola Zingaretti in un intervento sulla Stampa. «Il Covid ha fatto emergere un'insufficienza in alcune parti d'Italia di strutture, di macchinari innovativi e di personale. Ma soprattutto è stata evidente, l'assenza di strutture sanitarie nel territorio; in grado di intervenire in modo più tempestivo, più economico e di evitare inutili ospedalizzazioni. Per i progetti in campo e per quelli che vogliamo intraprendere occorre attivare il Mes che è una linea di finanziamento molto più vantaggiosa rispetto alla ricerca di risorse sul mercato. Ed è senza condizioni. Ogni giorno sprecato è imperdonabile».

«PD garante delle riforme, indica le priorità»

«Quando ci si chiede cos'è il Pd, io rispondo semplicemente: il Pd è la garanzia ed è il motore affinché le cose cambino in meglio. Ecco perché dopo l'emergenza, nella fase della ricostruzione spetta anche a noi indicare con chiarezza, nella coalizione di governo, i fronti che riteniamo prioritari. Nell'immediato e per il futuro».

«Il Recovery Fund è l'occasione per il riscatto dell'Italia. Ma il riscatto dell'Italia si avrà solo se quello che realizzeremo non ci porterà a riaccendere il vecchio sviluppo; bisogna, finalmente, tentare per la nazione un nuovo sviluppo qualitativamente più alto e avanzato. Abbiamo detto innovazione, ricerca, scuola, capitale umano, valorizzazione dei nostri talenti, green economy, digitalizzazione del Paese e drastico ammodernamento della pubblica amministrazione, con la semplificazione dei regolamenti troppo numerosi e complicati e della ancora così forte vischiosità della pubblica amministrazione. Impegno contro le discriminazioni di genere. E poi, è decisivo il rilancio di politiche industriali in grado di coordinare meglio le strategie e dare alle nostre grandi imprese pubbliche degli obiettivi Paese. E il sostegno molto più attivo al tessuto della piccola e media impresa», scrive Zingretti, che poi affronta i nodi della scuola, della sanità e della politica estera.

«Salvini gestirebbe pandemia come Trump o Bolsonaro»

«La scelta di formare questo governo da parte del Pd è stata lungimirante, ora tanti tifosi di allora fischiettano, ma io la difendo. Anche se non vanno nascoste le difficoltà, le contraddizioni e anche i prezzi che noi abbiamo dovuto pagare in nome della salvezza della Repubblica. Ma senza questo governo, per esempio, non avremmo potuto fronteggiare la pandemia: Salvini l'avrebbe gestita come Trump o Bolsonaro».

«Il rapporto conflittuale con l'Europa da parte dei populisti illiberali non avrebbe permesso di ottenere per l'Italia gli straordinari risultati, in termini di risorse e anche politici circa l'orientamento generale della commissione che ha rotto con le politiche di austerità e si è aperta alla cooperazione, al rischio comune, alla solidarietà».

«Scuola? Possibile una rivolta di massa»

La scuola «è in una condizione di equilibrio incerto che può sfociare in una rivolta di massa. Non lo dico per mettere una bandierina polemica; piuttosto per continuare a svolgere come Pd un ruolo di allerta e anche di proposta in un settore che coinvolge milioni di persone. Tra operatori, insegnati e soprattutto famiglie».

«Sarebbe intollerabile dopo mesi di lockdown far perdere anche solo un'ulteriore ora di lezione, nell'incertezza o con una apertura a singhiozzo interrotta quasi subito da una nuova pausa del lavoro scolastico dovuta alle elezioni regionali e referendarie del 20 settembre», afferma Zingaretti. «E' stato un errore non ascoltare il Pd quando ha proposto di collocare i seggi elettorali in luoghi specifici per non pesare ulteriormente sul ciclo delle elezioni».

«Partite IVA? Occorre una svolta della sinistra»

E' necessario un «sostegno molto più attivo al tessuto della piccola e media impresa: sul piano fiscale, adeguando anche i pagamenti all'erario da parte da tante partite Iva in modo da far corrispondere l'esborso per le tasse all'andamento reale dei ricavi. Occorre su questo una svolta della sinistra: quattro milioni e mezzo di partite Iva non nascondono tutti evasori italiani, ma fanno crescere l'economia, l'occupazione, un micro-indotto che è la condizione per ricostruire un ceto medio italiano. Questo è il modo anche più diretto ed efficace di aiutare il Nord, così colpito dal Covid».

«Riaprire riflessione collegiale su politica estera»

«Reputo fondamentale riaprire una riflessione collegiale sulla politica estera. Il Mediterraneo è diventato un mare in tempesta, attraversato da conflitti, disordini permanenti e flussi migratori che rischiano di diventare difficilmente gestibili. La presenza italiana è allo stato attuale ininfluente. Eppure è il nostro mare e non possiamo cadere in un cono d'ombra o diventare semplici spettatori poco rispettati. Come nel caso tragico della morte di Giulio Regeni. Starci di più significa sviluppare forti relazioni culturali e interreligiose».

«Aumentare la nostra capacità negli scambi commerciali, stabilire intese bilaterali di reciproca convenienza non solo economica ma anche nel campo della ricerca, dell'università, del rinnovamento delle tecnologie. E infine starci di più significa riprendere il filo di una coerente politica estera nei confronti di questi paesi così in difficoltà. Il primo Paese che hanno di fronte gli Stati che si affacciano nel sud del Mediterraneo è proprio l'Italia. Il nostro Mezzogiorno è la terra a loro più vicina, una sorta di portaerei gettata verso di loro».