4 luglio 2020
Aggiornato 02:00
Stati Generali dell'economia

Conte rassicure la troika: «Non sprecheremo un euro»

Il Premier ospita in video-conferenza tutti i vertici delle istituzioni europee, ascolta le raccomandazioni e assicura: «Ci rendiamo conto del momento storico e faremo in modo di non sprecare nessun euro»

Video Agenzia Vista

Giuseppe Conte apre gli Stati generali dell'economia e manda un messaggio all'Europa, alla viglia del consiglio europeo che dovrà discutere del «Recovery fund». Il premier ospita in video-conferenza tutti i vertici delle istituzioni europee, ascolta le raccomandazioni che arrivano e assicura: «Ci rendiamo conto del momento storico e faremo in modo di non sprecare nessun euro».

La presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen, del resto, è stata molto chiara. Dopo i complimenti all'Italia per la gestione dell'emergenza sanitaria, la Von der Leyen ha sottolineato che ora per il Paese si presenta una «opportunità unica» perché «l'Europa s'è desta» e le risorse messe a disposizione degli Stati rappresentano un «sostegno senza precedenti». C'è la possibilità di una «ripresa economica duratura» e «ora tocca a voi realizzarla». Si tratta, ha insistito, di realizzare «le giuste riforme» e di garantire che i soldi vengano spesi bene.

Concetti che riecheggiano anche nelle parole della presidente della BCE Christine Lagarde, quando spiega che «per mobilitare gli investimenti è necessario soprattutto un ambiente economico favorevole alle imprese, con servizi pubblici e privati efficienti e agili, adeguate infrastrutture fisiche e digitali, un sistema giudiziario ben funzionante e un sistema finanziario forte».

E anche il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco esorta a non usare «l'incertezza economica» come una «scusa per non agire». Bisogna «rafforzare da subito l'economia e per muoversi lungo un disegno organico di riforme, che per molti aspetti è già stato tracciato», è necessario «mettere a punto un buon piano per il medio-lungo periodo» e gli Stati generali devono portare rapidamente ad iniziative concrete: «Formulo il sincero auspicio che queste consultazioni nazionali possano concludersi con degli atti concreti».

A tutti Conte replica in maniera netta promettendo «progetti concreti, perché non intendiamo disperdere in mille rivoli poco producenti le risorse. Non ci accontenteremo di ripristinare una normalità. L'Italia purtroppo da vari lustri era indietro nella crescita economica, non vogliamo ripristinare uno stato anteriore ma migliorare».

Del resto, il premier sa di dover vincere anche lo scetticismo della sua stessa maggioranza. A Luigi Di Maio che invoca una «seria riforma fiscale» assicura che il tema «è tra gli obiettivi, e potremo utilizzare anche risorse europee in questa direzione». A Pd e Italia viva, poi, promette «investimenti», perché «vogliamo diventare uno dei paesi che investono di più». E Conte rinnova anche l'invito al dialogo rivolto all'opposizione, anche se accompagnato da una velenosa richiesta di aiuto con «i Paesi di Visegrad» che frenano sul «Recovery fund». Dice Conte: «Siccome alcune forze dell'opposizione sono molto legate a forze politiche e governi di Visegrad che contestano la linea della Commissione europea, chiedo loro di darci una mano nell'interesse nazionale». Un appello che non deve essere piaciuto molto a Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

(con fonte Askanews)

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