25 ottobre 2020
Aggiornato 05:30
Al via da sabato

Conte prepara gli Stati Generali della discordia (con l'incognita dell'inchiesta della Procura di Bergamo)

Slitta a sabato il via degli Stati Generali a villa Pamphilj dato che venerdì il Presidente del Consiglio sarà ascoltato dalla Procura sulla gestione della «zona rossa» di Bergamo

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lavora all'organizzazione degli Stati generali dell'Economia, al via da sabato - e non più venerdì - a villa Pamphilj, con due «grane» che gli rendono complicata una giornata già non semplice.

La prima «mina» è politica: le opposizioni, che avrebbero dovuto essere protagoniste della prima giornate di lavoro dell'iniziativa di ascolto del Governo sulla fase tre, hanno declinato l'invito in modo netto. «Il centrodestra - hanno comunicato Lega, Fdi e Forza Italia al termine del vertice tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani - è compatto sul no alla partecipazione agli Stati generali organizzati dal governo a Villa Pamphili. I tre partiti hanno ribadito di essere pronti a confrontarsi con il governo in qualsiasi momento, ma soltanto in occasioni e sedi istituzionali».

«Gli italiani non hanno bisogno di altri show e passerelle», ha attaccato il leader leghista, per il quale «il luogo del confronto e della discussione è il Parlamento, non sono le ville o le sfilate». Parole che «sorprendono» il premier, per il quale «Villa Pamphilj è la sede istituzionale di alta rappresentanza della Presidenza del Consiglio. Invitarli lì è un gesto di attenzione anche nei loro confronti». Per il resto, assicura, «credo di aver dimostrato di andare in Parlamento in tutte le occasioni, ci sarò anche la prossima settimana». Se ci ripensano, è il suo messaggio, possono venire a confrontarsi.

Il secondo «imprevisto» è invece legato all'inchiesta della Procura di Bergamo sulla gestione della zona rossa. I Pm vogliono sentire lui e i ministri dell'Interno e della Sanità Luciana Lamorgese e Roberto Speranza. L'incontro con il premier, che si dice «sereno», è stato fissato per venerdì mattina. «Riferirò doverosamente - ha sottolineato - tutti i fatti a mia conoscenza. Non sono affatto preoccupato, non è un atteggiamento di arroganza o sicumera. Non commento le dichiarazioni del procuratore, ci confronteremo venerdì, riferirò tutti i fatti di cui sono a conoscenza, in piena serenità».

In questo clima, prende forma faticosamente l'appuntamento di Villa Pamphili, che era nato già 'zoppo' per l'evidente contrarietà di Iv e soprattutto del Pd, che alla fine ha dovuto digerire l'iniziativa del premier, ma mostrando apertamente insofferenza e ponendo la condizione di evitare una «passerella» mediatica. Sabato ci sarà la giornata di inaugurazione, dedicata al contesto europeo e internazionale. Tra gli ospiti ci saranno il presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli e, in collegamento, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Poi, ha spiegato il presidente del Consiglio, «da lunedì inizierà il confronto con tutte le parti migliori del Paese». Sarà questa l'occasione per mettere una pezza sul caso Colao: il piano della task force presieduta dal manager è stato accolto con forti critiche, soprattutto da parte della maggioranza e lo stesso Conte non sembra essere stato contento per il rilievo avuto dai lavori della commissione. Al lavoro di Colao, però, sarà dato un «doveroso omaggio» lunedì, quando «proprio Colao lunedì ci presenterà il senso iniziativa: è un buon lavoro, ha ricevuto varie critiche, che ci stanno».

Dunque la task force avrà il suo rilievo, ma il report non sarà e non dovrà essere assolutamente la base di partenza dei lavori. Proprio per questo Conte ha visto, tra ieri e oggi, tutti i suoi ministri in incontri bilaterali ed entro domani mattina incontrerà i capigruppo di maggioranza. Da questo confronto verrà fuori un piano «concreto», ha detto, che sarà la base degli Stati generali. Un progetto il più possibile «condiviso», ha sottolineato. Per cercare di ricucire un rapporto, con i partiti di maggioranza, che nelle ultime settimane si è molto sfilacciato.

(con fonte Askanews)