25 ottobre 2020
Aggiornato 05:30
La kermesse di villa Pamphili

Giuseppe Conte e gli Stati generali della Troika

Senza l'opposizione, che rifiuta sdegnata, tra le diffidenze della stessa maggioranza, ma gli Stati generali finalmente iniziano. Oggi gli ospiti internazionali, da lunedì le parti sociali

Senza l'opposizione, che rifiuta sdegnata, tra le diffidenze della stessa maggioranza, ma gli Stati generali finalmente iniziano. Da oggi il premier Giuseppe Conte accoglierà - in molti casi solo in videoconferenza - ospiti internazionali e parti sociali per presentare le idee del Governo sulla ripartenza del Paese, ma anche per «ascoltare» le richieste di imprese e sindacati. Nella sede di rappresentanza di villa Pamphili il presidente del Consiglio aprirà i lavori con un'introduzione nella quale esporrà le linee guida per la ricostruzione, sapendo che il primo messaggio di «concretezza» va inviato proprio agli ospiti stranieri che interverranno subito dopo in videconferenza.

Alle 11, infatti, prenderà la parola la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen, seguita alle 11.30 dal commissario alle Politiche economiche Paolo Gentiloni e dalla presidente della Bce Christine Lagarde. La giornata proseguirà con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, con il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, con il segretario generale Ocse Angel Gurria e con la direttrice operativa dell'Fmi Kristalina Georgeva.

Nomi che contano delle istituzioni Ue e del sistema economico internazionale, ai quali Conte vuole dimostrare affidabilità. «E' il momento delle azioni concrete e degli interventi urgenti per migliorare il Paese», ha scritto oggi su Facebook.

Conte sa che in Europa la partita sul Recovery fund non è ancora definitivamente chiusa e che i Paesi «frugali» sono pronti ad accusare l'Italia di non saper spendere in maniera efficiente i tanti miliardi che arriveranno. Per questo il premier si sforza di elencare progetti di investimenti che rassicurino i suoi interlocutori: «Sbloccare i cantieri già in estate, con norme che portino alle autorizzazioni in settimane anziché anni, 120 miliardi di opere da accelerare e realizzare, Alta velocità in tutta Italia e soprattutto al sud...».

Un'opera di convincimento che deve fare i conti, appunto, con la diserzione delle opposizioni che lo accusano di avere organizzato solo «una passerella», ma anche con la diffidenza della sua stessa maggioranza. Il Pd e gli altri alleati di governo adesso mettono la sordina alle critiche dei giorni scorsi, ma la freddezza è ancora evidente.

Per Matteo Renzi è «tutto utile. L'importante è che si passi ai progetti concreti dopo le chiacchere». E il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci aggiunge: «Lo dico con una parola chiave: questo deve essere il momento della concretezza. Il Governo dovrà gestire i finanziamenti previsti dall'Europa, imprimendo una vera e propria svolta nel Paese». Federico Fornaro di Leu esorta: «Bene ascoltare e coinvolgere tutti con gli Stati Generali ma poi bisogna che si decida in fretta».

Con Conte, in ogni caso, oggi ci sarà tutto il Governo. Poi, lunedì, si aprirà il confronto con le parti sociali, dopo che il capo della task force Vittorio Colao avrà esposto le sue 102 proposte. Si inizierà con i sindacati, per poi procedere con Confindustria e le imprese martedì. Quindi, altri appuntamenti fino al prossimo fine-settimana, quando il premier concluderà tutto con una conferenza stampa finale.