30 settembre 2020
Aggiornato 18:30
Maggioranza

Andrea Orlando replica a Renzi: «In Parlamento non si trova maggioranza diversa»

Il vicesegretario del PD: «Aula ieri non prelude a unità nazionale e non mi pare sarebbe utile ma non si può convivere con degli alleati lanciando un ultimatum alla settimana o minacciandoli»

Andrea Orlando, vicesegretario del Partito Democratico
Andrea Orlando, vicesegretario del Partito Democratico ANSA

ROMA - «Gli italiani hanno visto le immagini dell'Aula ieri e non mi paiono preludere a un governo di unità nazionale se questo fosse un obiettivo utile e non credo che lo sia». Lo ha detto Andrea Orlando, vicesegretario del Pd intervistato da Maria Latella su Skytg24. «Sono certo che non si troverebbe in Parlamento una maggioranza diversa da questa», ha aggiunto.

«Stop ultimatum da alleati»

«Non si può convivere con degli alleati lanciando un ultimatum alla settimana o minacciandoli. Finchè è utile agli italiani e finchè riusciamo a garantire delle risposte allora vale la pena anche porgere l'altra guancia, diciamo però che ne abbiamo solo due e queste pratiche di logoramento rischiano di tagliare il ramo su cui siedono anche gli esponenti politici che si esercitano in questo».

L'invito è rivolto «a tutti quelli che ritengono si possa andare avanti con ultimatum e alzando costantemente i toni. E' utile discutere e trovare sedi per approfondire e anche per trovare mediazioni, l'importante è che non avvenga quotidianamente sulle pagine dei giornali, altrimenti è solo un danno per il governo e per il paese», precisa Orlando.

«Autostrade eviti ultimatum e cambi toni»

«Da ligure direi che sarebbe meglio evitare ultimatum e ricatti, lo dico senza voler minimamente precludere a un'impresa di accedere a un prestito ma questi toni, dopo tutto quello che è avvenuto, sarebbe meglio si cambiassero». Autostrade per l'Italia ha diritto a chiedere un prestito al governo? «Il diritto esiste, il decreto prevede però che ci sia una trattativa per finanziamenti di questo livello e in questa trattativa bisognerà tener conto che si tratta di un'azienda che gestisce una concessione quindi il tema del rispetto degli impegni riguardo alle tariffe, l'altro riguarda il fatto che l'azienda che ha un contenzioso aperto con lo Stato, due temi che andranno risolti come precondizione, immagino», spiega Orlando.

«CSM? Urgente riforma per fermare potere correnti»

«Non c'era bisogno di queste intercettazioni per sapere che non sempre il Csm agisce sulla base di valutazioni di merito, è un fatto storico, ricordiamo cosa accadde a Falcone, tantissimi sono i casi di scelte determinate esclusivamente da accordi tra correnti. Quello che dicono queste intercettazioni è che le correnti non hanno più nessun tipo di coagulo ideale o culturale, sono aggregati di persone che si sostengono nella carriera e il loro potere deve essere limitato, la miglior selezione è il voto e la discrezionalità delle decisioni, senza tornare all'anzianità ma legare di più la scelta dei capi degli uffici alle performance misurabili degli uffici giudiziari, evitare nomine a pacchetto che consentono la lottizzazione e lavorare di più e meglio sul disciplinare, tutte cose contenute nella riforma Bonafede e migliorabili. Si tratta di agire molto rapidamente perchè la caduta della credibilità della magistratura è abbastanza grave».

«Problema non è codice appalti ma risposta P.A.»

«Il codice degli appalti per tre quarti recepisce indicazioni europee quindi non capisco cosa voglia dire sospenderlo e poi è un falso problema, il grosso del problema sono le conferenze dei servizi che non si chiudono...noi dovremmo lavorare non per avere procedure eccezionali ma per avere una pubblica amministrazioni che funzioni ordinariamente in modo più semplice».

«Noi abbiamo proposto una cosa: che per la ripresa delle opere di distanziamento e riorganizzazione per le imprese non ci sia nessun tipo di autorizzazione, lo Stato non deve mettere il naso dove non è strettamente necessario e garantire tempi certi», ha spiegato Orlando.