14 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Europee 2019

Romano Prodi continua a spendersi per il «sogno europeo»

Il programma dell'ex Premier per rilanciare il progetto europeo, non con riforme di piccolo cabotaggio ma con un «riformismo maggiore» che ridia alle giovani generazioni il senso perduto alla base della costruzione comunitaria

Romano Prodi
Romano Prodi ANSA

MILANO - Rilanciare il progetto europeo, e non con riforme di piccolo cabotaggio ma con un «riformismo maggiore» che ridia alle giovani generazioni il senso perduto alla base della costruzione comunitaria. Altrimenti, stritolati tra i giganti Cina, Usa e Russia, i Paesi europei «non conteranno più niente» nella competizione globale. Non solo: fuori dalle istituzioni comunitarie, anche l'Italia rischia una «deriva illiberale». Romano Prodi continua a spendersi per il «sogno europeo» e fa tappa a Milano, dove Legautonomie guidata dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci si mette a disposizione per amplificare la proposta lanciata dall'ex premier ed ex presidente della Commissione Ue di invitare i cittadini ad esporre alle proprie finestre la bandiera blu a dodici stelle, in occasione della festa del Patrono d'Europa San Benedetto, il prossimo 21 marzo.

Elezioni di importanza enorme

«Questa iniziativa ha un'importanza enorme», ha spiegato Prodi, perchè «siamo di fronte ad elezioni europee di importanza enorme. Di fronte a Cina e Stati Uniti se non stiamo insieme siamo del tutto finiti. L'Europa è la nostra ancora di salvezza. Nel nuovo mondo contiamo sempre di meno, di fronte alla capacità di azione politica della Cina e degli Stati Uniti e della stessa Russia, solo insieme possiamo avere una forza», ha sottolineato il Professore. Che tuttavia vede motivi di ottimismo: «Il momento più negativo simbolicamente per l'Europa, la Brexit, è anche il momento in cui si è risvegliata l'idea di Europa». E anche «il senso di essere circondati da Cina, Russia, Trump, sta risvegliando l'amor patrio europeo».

Rendere operativo il progetto sociale da 120 miliardi di euro

E le prossime elezioni «sono decisive perchè essendoci tanti partiti antieuropei non possiamo più andare avanti con un riformismo minore, serve un'idea maggiore, qualcosa di più forte che ci dia il senso del futuro». Ad esempio rendere operativo il progetto sociale da 120 miliardi di euro all'anno su case popolari, scuola, ospedali che è allo studio da parte di Cdp e dei suoi equivalenti europei: «Bisogna dare alla nuova generazione un senso di realismo. Non è solo un problema di forza, ma di dignità». Ad esempio difendendo il welfare state che «esiste solo in Europa» o le istituzioni della democrazia liberale mentre «da 3-4 anni c'è nel mondo un crescente desiderio di autoritarismo, il trionfo delle democrazie illiberali: Filippine, Russia, Turchia, fino a Trump che ha una delega 'di autorità' e al Brasile. Solo l'Europa tiene, ma c'è l'Ungheria, c'è la Polonia, e in questo momento anche l'Italia». Tuttavia per Prodi «è un momento passeggero, perchè non c'è Europa senza l'Italia e non c'è Italia senza Europa».

Percorso di consapevolezza

Serve costruire dunque «un percorso di consapevolezza» dei benefici derivanti dalla Ue, e «l'idea della bandiera è per dare alle nuove generazioni il simbolo dell'essere insieme: il 21 marzo si parte: aggiungiamo la bandiera europea a quella italiana, perchè l'Europa non è il moloch che schiaccia gli Stati nazionali».

Ottimista il Sindaco Sala

Un'immagine, quella del percorso, che Prodi ha mutuato dal padrone di casa, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che si è mostrato anche lui ottimista sulla risposta dei cittadini: «Non credo che gli antieuropeisti in Italia siano così tanti come qualcuno vuol fare credere. C'è voglia di tornare ad avere fiducia nell'Europa». Certo «nessuno di noi è sprovveduto e non capisce che l'Europa che gli elettori vogliono sia diversa: ideali, valori, e al contempo capacità concreta di fare le cose», dice Sala, che immagina «un percorso lungo ma inevitabile», con l'obiettivo di «rimanere ancorati al continente e dare un contributo per il cambiamento: riteniamo sia l'unica via possibile». Dunque bisogna riuscire a «coniugare istituzioni e cittadini, far sì che non si sbandi, che non si cada nelle tentazioni di democrazia illiberale. Siamo in un momento in cui bisogna riflettere sul senso delle cose, e così facendo siamo sicuri che arriverà anche il consenso».

La pattuglia dei Sindaci

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, è anche lui tra gli aderenti - insieme a molti altri sindaci di centrosinistra: ad esempio il bergamasco Giorgio Gori, il fiorentino Dario Nardella, l'ex M5s Federico Pizzarotti - e sottolinea come «l'Europa è un mosaico, che necessita di una cornice. E la cornice non può essere la moneta o gli interessi economici. Lo straordinario equilibrio dell'Europa è, come lo ha definito Prodi, essere un insieme di minoranze. E il simbolo ne è la bandiera».

Il presidente di Legautonomie

Chiude il promotore Matteo Ricci, sindaco Pd di Pesare e presidente di Legautonomie: «Oggi parte la rete dei Comuni che si mobiliteranno affinchè i loro cittadini espongano dalle finestre e balconi la bandiera europea come simbolo dei valori fondanti dell'Unione. Saremo il 21 marzo in almeno 100 piazze per distribuire la bandiera dell'Europa e rilanciare i concetti dell'ordine del giorno che invitiamo tutti i Consigli Comunali ad adottare per rilanciare dal basso concetti semplici. L'Europa non è sola moneta, non è solo economia, ma è pace, diritti, l'unico modo per far contare i nostri cittadini nella competizione globale. In un momento in cui l'Europa rischia di essere messa a dura prova, vogliamo che i prossimi mesi siano il rilancio dei valori fondanti e non l'inizio della disgregazione del progetto politico più importante dell'ultimo secolo».