20 luglio 2019
Aggiornato 22:30

Le «certezze» di Paolo Gentiloni: Italiani sarebbero entusiasti di una lista unitaria per le Europee

L'ex Premier e Deputato del PD: «Difficile ma imperdonabile non provarci. La scelta sarà stare nel progetto dell'Ue o uscire dal progetto dell'Ue»

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ROMA - Alle europee «penso che gli italiani sarebbero entusiasti di avere una lista in grado di competere con Salvini. Non è facile ma sarebbe imperdonabile non provarci». Lo ha detto Paolo Gentiloni, deputato Pd ed ex premier, in un incontro con Nicola Zingaretti al Tempio di Adriano. «Sono certo - ha aggiunto - che Nicola lavorerà per questo, cercando di costruire la lista più forte unitaria e significativa che le condizioni politiche renderanno possibile. Credo che l'input venuto da Calenda vada presa molto sul serio». Alle europee, ha concluso, «la scelta sarà stare nel progetto dell'Ue o uscire dal progetto dell'Ue».

Impegno per nuova alleanza centrosinistra

«C'è bisogno di un Pd impegnato a suscitare un nuovo centrosinistra, una nuova alleanza per l'alternativa. Non so - ha aggiunto - quando cadrà il governo, ma dobbiamo essere pronti a scadenze anche ravvicinate. Il Pd non rinnega il passato recente, quello della vocazione maggioritaria, non si butta a sinistra per far spazio a un soggetto centrista, il Pd fa il suo mestiere di riformismo moderno e innovativo con al centro la sostenibilità ambientale e sociale. Non facciamo le figurine, non ci buttiamo a sinistra creando un vuoto che qualcuno riempirà». Questo percorso, «dobbiamo farlo con la nostra identità, non inseguende le idee altrui. Io posso sforzarmi, ma non ce la faccio ad imitare Toninelli», ha ironizzato.

Tutti a votare per le primarie

Alle primarie, ha concluso, «è importante che tutti vadano a votare. Ma detto questo è molto importante di come uscirà Zingaretti da questa consultazione. Noi vogliamo un segretario divisivo? Che si scontra con gli altri? Che si fa un gruppo dirigente a propria immagine? No. Vogliamo esattamente il contrario. Per questo deve uscire da queste primarie con una forza e una legittimazione».