21 maggio 2019
Aggiornato 20:30
Partito democratico

Maria Elena Boschi a Zurigo perde la pazienza

Durante un incontro per promuovere le ragioni del Sì organizzato dal Pd a Zurigo, la ministra per le Riforme se l'è presa con una esponente del No che la interrompeva: "La prossima volta invitano lei, viene sul palco e parla lei…" ha detto

ZURIGO - Incidente «diplomatico» per la ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi a Zurigo che ha sbottato contro i partecipanti ad una riunione organizzata dal dal Partito democratico (Pd) alla Casa d’Italia sulle riforme costituzionali. Boschi, che sta girando il mondo per promuovere il Sì al referendum del 4 dicembre, è stata interrotta durante il suo intervento e apriti cielo: «La prossima volta invitano lei, viene sul palco e parla lei…Io faccio dibattiti con i presidenti della Corte costituzionale, con i segretari degli altri partiti, con i centri sociali però se tutti facessero come lei diventerebbe un dibattito di 25 ore», ha detto a una signora che in precedenza aveva già provato a dire la sua.

«C'è un limite all'educazione»
Passano pochi secondi e dalla sala si alzano altre voci di dissenso contro le promesse della ministra in tema di agricoltura, settore che secondo lei sarà beneficiato dalle modifiche alla Carta, e Boschi perde le staffe: «Adesso però c’è un limite all’educazione verso chi viene a un’iniziativa organizzata da altri…io sono per la democrazia e perché tutti restino fino alla fine, sono anche per dire che noi non ci permettiamo di andare alle scarsissime iniziative organizzate da altri a interrompere chi sta parlando».

Una riforma complicata
L'ultimo scontro quando dalla platea fanno notare l'eccessiva complicazione della riforma, in particolare per quanto riguarda la divisione delle competenze tra governo ed enti locali: «Complicato, troppo complicato», il grido di un cittadino. «Può darsi, forse non mi sto spiegando bene io, può darsi che alcuni articoli siano più complicati», ha replicato Boschi che ha provato a sviare: «Il quesito è molto chiaro e semplice tanto che, tante persone che si riempiono la bocca chiamandosi cittadini e non onorevoli, hanno fatto polemica perché era troppo chiaro. Credo che tanti leader politici che oggi si stanno impegando per il No, sono gli stessi che negli ultimi 40 anni ci hanno rubato il futuro e ci hanno messo in queste condizioni».