16 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

M5s: «Pd partito dello spread, falliti che provano a rifarsi la verginità. Crescita ferma per colpa loro»

In una durissima nota il Movimento 5 Stelle reagisce alle polemiche di chi, a sinistra, addita loro come responsabili. Con la «manovra del popolo tireremo fuori Paese da sabbie mobili»

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA«È bene che tutti sappiate che il risultato del 2018 dipende dalla manovra approvata a dicembre 2017, che è targata Partito Democratico. Tutti sanno che la nostra manovra deve ancora essere approvata e non può aver avuto nessun effetto sul rallentamento in atto». E' costretto a mettere i puntini sulle i Luigi Di Maio, dopo la pubblicazione da parte dell'Istat degli ultimi dati sulla situazione economica in Italia. Su Facebook il vicepremier deve difendere il governo, e la sua manovra, dagli attacchi di chi, adesso, addita loro come responsabili di dati che, evidentemente, riflettono scelte passate. «Con la manovra del popolo vedrete che non solo il Pil si riprenderà, ma anche la felicità degli italiani» chiarisce Di Maio.

«Tireremo fuori il Paese dalle sabbie mobili»
I dati Istat parlano chiaro: nel terzo trimestre 2018 il Pil si è fermato, mentre su base annua la crescita è diminuita dall'1,2% allo 0,8%. «A chi ci attacca, come il bugiardo seriale Renzi - si legge sul blog del Movimento Cinque Stelle - ricordiamo che il risultato del 2018 dipende dalla manovra approvata a dicembre 2017, che è targata Partito Democratico». «Con la manovra del popolo tireremo fuori il paese dalle sabbie mobili in cui il Pd l'ha infilato». I 5 Stelle spiegano di aver alzato il deficit, scontrandosi con la Commissione Europea, «proprio perché vogliamo dare impulso ad un'economia che il Pd ha condannato ad una lunga stagnazione. Dobbiamo reagire all'annunciato fallimento dei governi Letta, Renzi, Gentiloni» e l'esecutivo giallo-verde è convinto di poterlo fare rilanciando gli investimenti produttivi, aumentando il reddito degli italiani in difficoltà e abbassando la pressione fiscale sulle imprese. Queste misure saranno in vigore a partire dal primo gennaio 2019 «e non arretreremo davanti a niente e nessuno per garantire agli italiani una politica economica finalmente espansiva».

Gli ultimi tre governi hanno «vivacchiato» sulle esportazioni
L'economia che ereditiamo dal Partito Democratico è «fragilissima, esposta al minimo cambiamento della congiuntura internazionale». L'Italia è uscita dalla recessione nel 2014 grazie ad un miglioramento dell'economia mondiale, ma non appena quest'ultima ha rallentato, la crescita italiana si è bloccata. «Il contributo del Pd è stato nullo» attacca ancora il M5s. Gli ultimi tre governi hanno «vivacchiato» sulle esportazioni, tagliando nel frattempo gli investimenti produttivi, oggi al minimo storico, «distruggendo» i diritti dei lavoratori e «alimentando» una spirale di precarietà e bassa domanda interna. Una volta «spediti a casa» dagli elettori «questi falliti provano a rifarsi la verginità attribuendo ad un governo in carica da pochi mesi i risultati negativi di quest'anno».

«Stiamo governando con grande responsabilità»
A Renzi «e compagnia» i grillini vogliono rinfrescare la memoria: nella Nota al Def 2017 Gentiloni e Padoan programmavano una crescita 2018 all'1,6%. Oggi l'Istat ha dimezzato le previsioni del Pd: l'Italia è ferma allo 0,8%. «Noi sulle macerie di un'economia che è ancora sotto i livelli di 10 anni fa abbiamo vinto le elezioni. Stiamo governando con grande responsabilità, nell'interesse dei cittadini, chiudendo la stagione disastrosa dell'austerità». Tutto questo nonostante il «Partito dello Spread tifi contro l'Italia e gli italiani». Dopo averci portato «sull'orlo del precipizio, questi scellerati vorrebbero vedere il Paese precipitare per dare la colpa al governo del cambiamento. Davvero pensano che gli italiani siano così stupidi?».