20 giugno 2019
Aggiornato 19:00
Cantiere Centrodestra

Tajani: «Lega-M5s coppia contro natura, il governo non durerà». E rilancia il mito del Cav.

Dal palco di Fiuggi alla Festa nazionale dell'Udc il presidente del Parlamento Ue e vicepresidente di Fi ridisegna il centrodestra

BRUXELLES - Prosegue il fuoco incrociato proveniente da Bruxelles contro il governo italiano. Tanto da chiamare in causa, seppur non in modo esplicito, un altro italiano che alla Ue è di casa: Antonio Tajani. Dopo le «minacce» più o meno velate di Oettinger, Moscovici e Draghi, ecco che scende in campo anche lui, il presidente del Parlamento europeo, nonché vicepresidente di Forza Italia. Dal palco di Fiuggi alla Festa nazionale dell'Udc Tajani lancia la sua profezia: «Sono pronto a scommettere tutto quello che ho sul fatto che questo governo non durerà 5 anni»«È impossibile che Lega e M5s che hanno identità diverse possano andare avanti a lungo, solo per interessi di potere». Troppo differenti, secondo l'azzurro. «Si vedono già i contrasti tutti i giorni: Tav, Tap, litigano ogni giorno. È un accordo contro natura e durerà poco» sostiene. Poi Tajani aumenta la dose e rilancia: «Per questo vogliamo che la Lega torni a casa, torni ad essere parte integrante del centrodestra a livello nazionale». Perché, ribadisce ancora una volta il concetto, «è impossibile governare il Paese con una coppia contro natura».

Alle Regionali il ritorno del centrodestra?
Proprio di questo, ha riferito ancora Tajani, si è parlato ieri sera nell’incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini ad Arcore, a cui lui, assieme a Giancarlo Giorgetti, era presente. «Riemergerà il centrodestra, lo vedremo alle prossime Regionali» spiega, «ma serve un accordo politico complessivo». Al vertice non si è parlato di Rai, non c’è nessuno accordo sui nomi, stando a quanto dice il presidente del Parlamento Ue. «A noi interessa il metodo: se il centrodestra esiste, serve un metodo diverso». Ma ieri «non si è presa nessuna decisione, ci sarà un incontro anche con Meloni per un quadro complessivo». In questo senso il centrodestra, o almeno una parte di esso in cui appunto confluisce Tajani, potrebbe essere interessato a un’alternativa al governo M5s: «Lavoriamo per un governo di centrodestra, che è l’unico che può risolvere i problemi degli italiani, a cominciare dalla disoccupazione giovanile che non si risolve certo col reddito di cittadinanza» ammonisce.

No al partito unico, sì alla coalizione
Cosa ci dobbiamo aspettare, dunque: un partito unico del centrodestra? Non esiste - precisa Tajani - siamo troppo diversi anche se crediamo in un minimo comune denominatore. «Si può invece avere una lista unitaria delle forze che si riconoscono del Ppe. Questo sì, che è un'altra cosa rispetto al partito unico». Con l'Udc in effetti, per stessa ammissione di Tajani, una certa sintonia già c'è, «una comune visione delle cose che può permetterci di compiere passi in avanti». Già nel 1994 c'era stata la lista unica col Ccd, «Cesa se lo ricorda». Tajani apre quindi all'opzione lista unica FI-Udc. «Oltretutto molti amici del Ccd mi diedero la preferenza, come potrei essere contrario» scherza.

Il ritorno dell'«highlander» B.
Dunque, no al partito unico, sì al centrodestra unito per il bene del Paese. E chi lo guiderebbe? Tajani non ha dubbi: l'ex Cav, «che è l'uomo più credibile di tutto il centrodestra» e «dobbiamo fare pressione perché guidi le liste di FI, specie nel Meridione, perché questa zona del Paese è abbandonata e Berlusconi diventa così il simbolo dell'Italia che crea lavoro. Noi abbiamo vinto le elezioni, perché il centrodestra è risultata la prima forza del Paese - prosegue Tajani nel suo intervento - Siamo contrari al reddito di cittadinanza perché è uno sperpero di danaro pubblico», mentre la flat tax «aiuta a respirare» le imprese e a creare nuovi posti di lavoro.

Lavoro, non «assistenzialismo di Stato»
Abbiamo una disoccupazione giovanile, soprattutto al Sud, tra le più alte d'Europa, «i giovani sono a casa senza lavoro, ma non possiamo permetterci che coloro che rappresentano la parte più forte del nostro Paese, per ragioni di età, spengano le luci dentro al loro animo. I giovani non hanno bisogno di "assistenzialismo di Stato», questo il concetto, ma di lavorare, «perché senza lavoro non c'è dignità, non c'è speranza». Il reddito di dignità, come l'hanno chiamato quelli di FI, "lo darei alle vedove che magari vivono con 200 o 300 euro di pensione di reversibilità, a loro che sì non possono andare a lavorare a 80-85 anni dobbiamo dare un aiuto di Stato, non a chi ha 18-19 anni per stare a casa a bighellonare senza speranza o magari andare a cercare il lavoro nero».

«L'Europa investa 40 miliardi in Africa»
Infine, una riflessione sul tema bollente dell'immigrazione: «Noi ci stiamo battendo non perché l'Europa investa 4 miliardi, come ha detto il presidente della Commissione Juncker, spiegando che avrà un effetto leva di 40 miliardi». Per Tajani & co. l'effetto leva deve essere basato su 40 miliardi di investimento e arrivare a 300-400 miliardi in Africa. Due settimane fa la Cina ha investito 60 miliardi in Africa e ha solo un interesse politico e commerciale, «mentre noi abbiamo un interesse anche sulla stabilità di quel continente», ha aggiunto. «Se non siamo capaci di avere una politica dell'immigrazione seria, affidabile, credibile non risolveremo il problema, diventerà ingestibile».