24 settembre 2018
Aggiornato 23:30

Flat tax, Iva, reddito di cittadinanza, pensioni: cosa c'è (e quanto costa) in manovra

Il 27 settembre la prima finanziaria del governo Conte arriverà in parlamento. Varrà 25-30 miliardi: ci sarà un inizio di sussidio e una tassa a due (o tre) aliquote
I vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini applaudono il presidente del Consiglio Giuseppe Conte
I vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini applaudono il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Alessandro Di Meo | ANSA)

ROMA – Sarà varata tra un mese, ma mancano pochi giorni per conoscere i paletti fondamentali della prima manovra finanziaria del governo Lega-M5s: «La settimana prossima metteremo i numeri nelle tabelline», preannuncia il vicepremier Matteo Salvini. Qualche cifra, però, la si conosce già: tra i 25 e i 30 miliardi di euro è l'entità complessiva della legge di bilancio 2019, di cui una dozzina in deficit (l'1,6-1,8% del Pil). «Prima viene la crescita – ribadisce ancora Salvini – poi i vincoli dell'Unione europea». Si cercherà insomma di ottenere più margini possibili, per puntare sul rilancio dell'economia italiana. Proprio domani si dovrebbe tenere il vertice decisivo tra il premier Giuseppe Conte, il ministro Giovanni Tria e i vicepremier Di Maio e Salvini: si cerca di stringere in vista della presentazione della legge in parlamento, attesa per il 27 settembre.

Sussidi e tasse
Luigi Di Maio conferma innanzitutto: «Il reddito di cittadinanza sarà uno dei pilastri della manovra economica ed è uno dei cuori della nostra proposta politica». Il cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle partirà dunque dal 2019: i famigerati 780 euro al mese verranno erogati a chi vive sotto la soglia di povertà e cerca un lavoro, ma anche a chi è andato in pensione con la minima. Si partirà dunque con gradualità, ampliando passo dopo passo la platea fino ad arrivare, a regime, ad un costo di circa 10 miliardi. Bisognerà anche riformare i Centri per l'impiego, che costeranno un altro miliardo. Quanto alla proposta leghista, la flat tax, resta invece un po' di incertezza. Il sottosegretario all'Economia, Massimo Bitonci, prevede due aliquote: «La prima aliquota al 15% potrebbe riguardare chi ha ricavi fino a 65 mila euro, senza contabilità e Iva; al 20%, fino al tetto da 100 mila euro di redditi». Di Maio, invece, ribatte che le aliquote saranno «almeno tre». Per i contribuenti minori la flat tax sarà comunque forfettaria, ovvero includerà anche l'Iva e gli altri tributi. Lo stesso Bitonci annuncia anche l'arrivo di un decreto collegato per la pace fiscale «con un tetto di un milione a contribuente» (da cui si attendono tra i 3 e i 5 miliardi di entrate), e 500 milioni stanziati per i risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie.

Pensioni e Iva
Un altro obiettivo della Lega è quello di superare la legge Fornero, e per ottenerlo si punta già dal 2019 a introdurre la quota 100: ovvero consentire di andare in pensione a chi ha 62 anni di età e 38 di contributi (oppure 63 anni e 37 di contributi e così via). Si parla di un costo di almeno 7-8 miliardi, una parte dei quali saranno coperti dal taglio delle pensioni sopra i 4 mila euro al mese non coperte dal sistema contributivo. Infine saranno neutralizzati gli aumenti sull'Iva, che per legge doveva salire dal 10 all'11,5% e dal 22 al 24% a partire dal gennaio prossimo (costeranno 14 miliardi), e si avvierà una riduzione delle accise sui carburanti.