15 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Salvini rivoluziona i servizi segreti: via i capi voluti da Gentiloni

Il ministro dell'Interno ha deciso di licenziare due dei vertici dell'intelligence, Pansa e Manenti, prorogati dopo le elezioni dall'allora premier dimissionario
Il ministro dell'Interno e segretario della Lega Matteo Salvini
Il ministro dell'Interno e segretario della Lega Matteo Salvini (ANSA/LUCA ZENNARO)

ROMA – Il cambiamento del governo Lega-M5s non risparmia nemmeno i piani alti dei servizi segreti: il ministro dell'Interno Matteo Salvini, infatti, ha preso la decisione di licenziare due dei capi dell'intelligence italiana. Si tratta di Alessandro Pansa, numero uno del coordinamento Dis, e Alberto Manenti, il boss del servizio estero Aise. Gli stessi che erano stati prorogati nel marzo scorso con un blitz del dimissionario governo Gentiloni, dopo le elezioni che avevano decretato la sconfitta del suo Pd, ma prima che la nuova maggioranza avesse ancora formato il suo esecutivo.

Chi li sostituirà
Era chiaro che i nuovi arrivati a palazzo Chigi avrebbero potuto successivamente avvicendare i vertici delle barbe finte, anche se il presidente della Repubblica Sergio Mattarella auspicava, per motivi di prudenza, la linea del cambiamento. Salvini lo ha accontentato per un paio di mesi, ma ora ha deciso di procedere per la sua strada, senza aspettare la scadenza naturale del mandato di Pansa e Manenti, fissata per aprile 2019: lo rivela il Fatto quotidiano. In attesa delle comunicazioni ufficiali, i due si stanno già preparando ad avvisare le loro strutture del prossimo avvicendamento. Ed è inevitabilmente scattato anche il toto-nomi per la loro successione: al Dis si parla di Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Esteri che non dispiace a Mattarella, mentre all'Aise è favorito il generale Giovanni Caravelli, già vicedirettore dal 2014 stimato da Salvini e dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

Grandi manovre
Il premier Giuseppe Conte, che formalmente ha tenuto per sé la delega ai rapporti con l'intelligence (anche se la materia è gestita con una certa autonomia dal leader della Lega insieme al suo braccio destro Giancarlo Giorgetti), ha invece confermato per altri due anni il capo dell'Aisi, il servizio interno, Mario Parente. In quella struttura, però, a rischiare il posto sarebbe il vice, Valerio Blencini, uomo ritenuto molto vicino all'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, nonché coinvolto (non come indagato, ma come persona informata sui fatti) nello scandalo dell'ex capo di Confindustria Sicilia Antonello Montante, attualmente in carcere con l'accusa di associazione a delinquere.